Osimo – Nuovo anno scolastico: l’augurio dell’assessore Pagliarecci

Scuola per scuola, tutti i numeri degli studenti osimani

Osimo – Sta per iniziare l’anno scolastico 2017/2018 anche nella città dei “senza testa”, un momento particolare per migliaia di studenti grandi e piccoli. Si torna a scuola con tante aspettative, sogni e progetti da inseguire e realizzare. Una fase importante, quella scolastica, che ha segnato e formato tutti noi.

Osimo – Annalisa Pagliarecci, assessore all’Istruzione

L’assessore all’Istruzione Annalisa Pagliarecci ha voluto trasmettere a tutti i ragazzi osimani un messaggio d’augurio:

«In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, voglio esprimere i miei più sinceri auguri di buon lavoro a tutti gli studenti, alle famiglie, alla dirigenza, al personale docente e non docente.

Un augurio speciale di buon lavoro è rivolto alla prof.ssa Rosanna Catozzo, nuova Dirigente Scolastica dell’Istituto comprensivo “Fratelli Trillini”, la quale proseguirà nel migliore dei modi l’attività formativa e didattica tenuta lo scorso anno dalla Dirigente Lidia Mangani che saluto con grande affetto. 

L’avvio del nuovo anno scolastico è sicuramente un momento importante non solo per gli studenti ma anche per le loro famiglie che hanno l’importante ruolo di educare e sostenere i propri figli nelle attività didattiche.

Rivolgo a tutti gli alunni l’invito a studiare con tenacia e determinazione, perché oggi più che mai in un contesto globale, sono necessarie specifiche abilità e competenze per affrontare il mondo del lavoro; i vostri docenti sapranno guidarvi con professionalità e dedizione nella vostra crescita personale e formativa nel rispetto delle regole e del senso civico.

L’Amministrazione comunale, continuerà ad investire le risorse disponibili per garantire ambienti sicuri, accoglienti e dotati di tutti i servizi e le attrezzature necessarie per mantenere un’offerta formativa di alto livello». 

Situazione popolazione scolastica A.S. 2017/2018 – COMUNE OSIMO

ISTITUTO COMPRENSIVO           N. ALUNNI             N. CLASSI        PLESSI SCOLASTICI

BRUNO DA OSIMO                             1256                        64                             9

F.LLI TRILLINI                                     1203                        54                             8

CAIO GIULIO CESARE                       1172                        56                            10

( senza Offagna)

TOTALI                                                 3631                      174                            27  

Osimo – Scuola secondaria Caio Giulio Cesare

Alunni iscritti:   ISTITUTO CAIO GIULIO CESARE   a.s. 2017/2018.

Scuola Sec. “C.G.Cesare”             alunni n. 404      classi n. 17

Primaria “F.Fagioli”                        alunni n. 305       classi n. 14

Primaria “Borgo S. Giacomo”        alunni n. 105      classi n.    5

Primaria “Campocavallo”              alunni n. 133      classi n.     7

Infanzia “Borgo S. Giacomo”        alunni n.   43      classi n.     2

Infanzia “S.Sabino”                      alunni n.   66       classi n.    3

Infanzia “Campacavallo”              alunni n.    95      classi n.   4

Infanzia “F.Fagioli”                        alunni n.    52     classi n.    2

Scuola Sec. “Offagna”                   alunni n. 94        classi n.   5

Primaria “Offagna”                        alunni n. 98        classi n.   6

TOTALI:  10                                        1395                   65

Scuola Bruno da Osimo
ANNO SCOLASTICO  2017/2018
SECONDARIA DI I GRADO
PLESSOTOT 
PIAZZALE BELLINI 108 
SAN BIAGIO  72 
    180 
OSIMO STAZIONE 100 
TOTALE SECONDARIA 280 
PRIMARIA
PLESSO
BRUNO DA OSIMO TOT 
Tempo Normale  125 
Tempo Pieno  78 
TOTALE  203 
 
OSIMO STAZIONETOT 
Tempo Normale205 
Tempo Pieno  66 
TOTALE   271 
SAN BIAGIOTOT 
Tempo Normale  200 
TOTALE  200 
TOTALE PRIMARIA674 
 INFANZIA  
PLESSOTOT  
ABBADIA 53  
MONTESSORI56  
SAN BIAGIO90  
S.G.COP.26  
FORO BOARIO68  
TOTALE GENERALE293  

 

 

redazionale 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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