Ventilazione meccanica controllata in due scuole di Numana

Gli impianti verranno installati nelle aule della scuola dell’infanzia a Marcelli e della primaria Rodari

Numana, 27 marzo 2021 – Dopo la dotazione di banchi monoposto e di tensostrutture per i pergolati, che consentono di effettuare lezioni e laboratori all’aperto (ottenuti tramite fondi strutturali europei – Programma operativo nazionale), continua l’impegno dell’Amministrazione numanese per garantire, con interventi concreti e mirati, la salubrità degli ambienti scolastici.

Numana – Scuola Rodari

Il Comune è infatti riuscito ad aggiudicarsi, con altri sei della provincia di Ancona (Falconara, Monte Roberto, Rosora, Santa Maria Nuova, Sassoferrato e Serra San Quirico), un finanziamento regionale di ben 36.000,00 euro, destinato all’acquisto di impianti di ventilazione meccanica controllata che verranno installati nelle aule della scuola dell’infanzia di Marcelli e della scuola primaria Rodari, in quanto la scuola Elia è già dotata di un impianto di ricambio dell’aria.

«Lo svolgimento in sicurezza e in presenza delle lezioni rappresenta una priorità per questa Amministrazione – dice il sindaco Tombolinie tali impianti sono un efficace strumento a garanzia della salute dei nostri ragazzi e del personale scolastico, non solo durante il periodo di emergenza Covid 19 ma anche in futuro, contro il diffondersi dei virus influenzali, in quanto consentiranno di ridurre quasi totalmente le particelle infette nell’aria».

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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