Emergenza Covid: il Comune premia i bambini anconetani

Sindaco e Assessori nelle scuole consegnano una maglietta: “In Ancona è tornato il sole!”

Ancona, 4 giugno 2021 – “Care bambine, cari bambini, voglio farvi i miei complimenti di persona. E voglio dirvi grazie. Avete aiutato i vostri genitori, i vostri insegnanti e tutta la città in un periodo difficile e pericoloso. Siete tra gli eroi di questa storia, perché siete stati sempre pronti a cambiare abitudini, ad aspettare. Grazie! Senza il vostro aiuto noi adulti non riusciremmo mai a superare i problemi”.

Ancona – Il sindaco Valeria Mancinelli ha detto grazie ai piccoli anconetani

Sono queste le parole rivolte oggi dal sindaco Valeria Mancinelli a tutti i piccoli cittadini anconetani. Come promesso in occasione della consegna dei Ciriachini lo scorso 4 maggio, il Comune di Ancona ha organizzato un momento di festa e di ringraziamento rivolto a tutte le bambine e i bambini, che si sono trovati ad affrontare l’emergenza sanitaria con un drastico cambio di vita e di abitudini: dal lock down, alla dad, alle regole di distanziamento.

Un grazie che si è concretizzato con una iniziativa della Giunta: a partire dalla proposta di una civica benemerenza dedicata ai più piccoli, avanzata dalla consigliera Susanna Dini, l’esecutivo comunale ha deciso di consegnare a tutti i bimbi della scuola dell’infanzia e agli alunni della scuola primaria una maglietta realizzata e disegnata appositamente per l’iniziativa, con la scritta: “In Ancona è tornato il sole!”

«In questo modo – ha spiegato l’assessore alle Politiche educative Tiziana Borinivogliamo ringraziare i nostri piccoli cittadini, i più giovani della nostra comunità, con la fiducia e la speranza che si possa tornare presto, anche se gradualmente, a ritrovare la consuetudine del vivere insieme, del condividere gli spazi sociali ed educativi, dopo questi lunghi e difficili mesi, che i nostri ragazzi hanno saputo affrontare come dei veri e propri eroi».

Sono stati infatti, simbolicamente, i supereroi, le eroine e gli eroi dei fumetti Biancaneve, Elsa, Anna, Spiderman e Capitan America, a consegnare le magliette a tutti i ragazzi delle scuole primarie anconetane, tra ieri e di oggi 3 e 4 giugno, con un evento che ha voluto celebrare “l’inizio di una fine”, il ritorno alla vita in città in particolare per le giovanissime generazioni, e lanciare un messaggio di ritrovata fiducia.

L’iniziativa, che coinvolge anche le scuole paritarie Pie Venerini e Cristo Re, ha preso il via ieri con la consegna delle t-shirt all’Istituto comprensivo Pinocchio Montesicuro nelle scuole Collodi e Socciarelli, all’ I.c. Grazie Tavernelle nella scuola Maggini e all’ I.c. Quartieri nuovi nella scuola Falcone.

Oggi, il sindaco Mancinelli e l’assessore Borini hanno incontrato i ragazzi dell’Istituto comprensivo Novelli Natalucci – scuola De Amicis e dell’I.c. Posatora Piano Archi – scuola Da Vinci, dove erano presenti anche l‘assessore Stefano Foresi e la consigliera Dini, per l’inaugurazione di uno spazio per la didattica all’aperto, dove sono stati realizzati un orto e una serra grazie al premio vinto dalla scuola nel concorso “Io decoro Ancona e tu?”

I supereroi hanno poi proseguito le visite all’Istituto comprensivo Cittadella-Margherita Hack con le scuole Faiani e Antognini, all’I.c. Ancona Nord con le scuole Dante Alighieri e Mercantini, all’I.c. Scocchera con la scuola di Pietralacroce e Montessori. Nelle prossime settimane i supereroi e gli amministratori comunali completeranno le consegne, facendo visita alle scuole dell’infanzia della città, per festeggiare insieme la speranza di una nuova normalità che coincide con l’inizio della stagione estiva.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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