Ancona – Migrazioni, al via la summer school Univpm-Uniadrion

L'obiettivo della 2ª edizione è fornire ai ragazzi strumenti di analisi utili per comprendere le dinamiche socio-economiche legate al fenomeno delle migrazioni internazionali

Ancona, 6 settember 2019 – Migration and mobility in the Balkans è il titolo della seconda edizione della summer school targata Università Politecnica delle Marche e Uniadrion l’associazione che unisce le università dell’area Adriatico-ionica.

La summer school, che si tiene dal 9 al 13 settembre presso la Facoltà di Economia “G. Fuà”, pone al centro il tema delle migrazioni, argomento che attraverso l’analisi e lo studio si trasforma da problematica a opportunità e leva di sviluppo economico. I 20 studenti partecipanti provengono da Albania, Bosnia Herzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Turchia.

Ancona – Gli studenti alla summer school edizione 2018

L’obiettivo della summer school è fornire ai ragazzi strumenti di analisi utili per comprendere le dinamiche socio-economiche legate al fenomeno delle migrazioni internazionali, ed in particolare dei flussi migratori che hanno coinvolto e coinvolgono tuttora l’area dei Balcani. I docenti coinvolti sono esperti e accademici di fama internazionale che da anni lavorano su questi temi, e che conoscono da vicino la realtà della regione. Tra gli argomenti trattati vi sono le interazioni tra cambiamenti demografici e migrazioni, la protezione internazionale dei rifugiati, l’importanza delle rimesse degli emigrati come fattore di sviluppo per i paesi che le ricevono.

Lunedì 9 settembre l’apertura alle ore 9.00 è affidata ai saluti istituzionali da parte del Rettore Sauro Longhi, del Preside della Facoltà di Economia Francesco Maria Chelli e del prof. Donato Iacobucci Segretario Generale Uniadrion prima dell’introduzione da parte della coordinatrice del corso prof.ssa Giulia Bettin.

LECTURES PROGRAMMonday 9 September
10.00 – 13.00 Arjan Gjonça (London School of Economics): Migration and Population Change -Definition, measurements, data sources and its effect on population growth and size
14.00 – 16.30 Valeria Marengoni (UNHCR): An overview of international refugee protection: challenges along the Balkan route and upon arrival in Italy
Tuesday 10 September
14.30 – 17.30 Nermin Oruc (Centre for Development Evaluation and Social Science Research, Sarajevo): Remittances and Development: The nexus and the evidence
Wednesday 11 September
9.30 – 12.30 Russell King (University of Sussex): New trends in potential migration from Albania
Friday 13 September
10.30 – 13.30 Marco Zoppi and Stefano Bianchini (University of Bologna): Migration flows in the Adriatic-Ionian region: multidirectionality and the territorial question.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Eurogames” alias Giochi senza frontiere

Debutto questa sera su Canale 5 condotto da Ilary Blasi e Alvin, giudice Jury Chechi


19 settembre 2019 – Si potrebbe definire un ritorno al passato, la riproposizione di un format di sano successo televisivo e non solo o, dal punto di vista degli addetti ai lavori di casa Mediaset, la rincorsa ad ascolti da capogiro. Ascolti che vent’anni fa in Rai toccarono punte anche di 20 milioni di spettatori a puntata. Comunque sia, c’è grande attesa per la prima puntata di questa sera su Canale 5 in prima serata di Eurogames, alias Giochi senza frontiere.

A vent’anni di distanza dall’ultima puntata di Giochi senza frontiere, con lo storico conduttore Ettore Andenna su tutti, questa sera Ilary Blasi e Alvin – con Jury Chechi a fare da giudice – (foto) terranno a battesimo Eurogames: sei puntate di giochi e sfide tra sei nazioni: Spagna, Russia, Grecia, Germania, Polonia e Italia.

Non c’è nessuna differenza tra Giochi senza frontiere ed Eurogames a livello di contenitore. E la curiosità sta nel constatare se oggi l’immaginario collettivo potrà essere catturato da quel tipo di proposta. All’epoca, non c’era ancora l’Europa Unita. Così come non c’era l’euro (era in embrione), e lo spread non fregava a nessuno. La Germania e la Francia non detenevano l’esclusiva delle decisioni in Eurozona, e le nazioni che partecipavano a Giochi senza frontiere si scontravano in un clima gaio di allegra fratellanza piena di aspirazioni future.

Il quadro internazionale è cambiato parecchio in questi ultimi venti anni, certi “rancori” socio-politici allora non esistevano e sarà interessante vedere questa sera come reagirà il pubblico europeo, ma soprattutto quello italiano, alla riproposizione di quei giochi sotto il nuovo nome di Eurogames.

L’unica vera differenza tra i vecchi Giochi ed Eurogames è che le puntate non saranno itineranti (una serata in ogni nazione partecipante), ma andranno in onda tutte da un unico luogo, ovvero Cinecittà World in Italia, all’interno di un’arena che rievoca il Circo Massimo.

Non so voi, ma io stasera sarò lì davanti alla tv a tifare Italia sperando riesca a battere sia la Francia sia la Germania. Reminiscenze calcistiche? È probabile, difficile gestire l’inconscio. Ma, hai visto mai che almeno nei giochi si riesca a prevalere su quel senso di sudditanza che ci accompagna da troppo tempo nei confronti di “quelli”? In allegria, gioia e fratellanza, sia chiaro!


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