Nuove modalità di pagamento refezione scolastica

Non è più necessario l’utilizzo del badge

Loreto, 26 ottobre 2020 – Novità in atto nella refezione scolastica: da quest’anno la rilevazione delle presenze avviene in modalità informatizzata da parte del personale scolastico dunque, non è più necessario l’utilizzo del badge. Inoltre, l’Amministrazione comunale aggiorna sull’Estratto conto del Borsellino elettronico e sulla sua ricarica.

RICARICA BORSELLINO ELETTRONICO

Sarà possibile procedere alla ricarica del proprio borsellino, indicando il relativo importo da versare e scegliendo se procedere subito al pagamento (tramite PagoPA) o procedere alla stampa del bollettino, che permetterà il pagamento dello stesso in appositi canali di pagamento PagoPA (uffici postali, banca, ricevitoria, etc.). La lista dei canali di pagamento è consultabile al sito www.pagopa.gov.it

L’Amministrazione ricorda di non effettuare le ricariche del badge in possesso dai precedenti anni scolastici. L’importo contenuto all’interno del badge (residuo) sarà reso automaticamente disponibile nella nuova modalità di pagamento (dove sarà possibile consultare l’importo disponibile e l’estratto conto relativo ai pasti).

Fa presente, inoltre, che la scuola sta procedendo ad aggiornare i pasti usufruiti da ciascun bambino, per cui, per qualche giorno, il numero dei pasti consultabili  così come il relativo debito/credito (anche in riferimento all’anno scolastico 2019/2020) potrebbero non essere aggiornate. Si può comunque procedere al pagamento dell’importo scelto.

Dal sito ufficiale del Comune di Loreto, comune.loreto.an.it, i genitori degli alunni possono scaricare il manuale che illustra le nuove funzionalità e le modalità di pagamento. Per ogni ulteriore informazione e precisazione ci si può rivolgere al Settore Servizi – Area Servizi Sociali:

– telefonicamente dal lunedì al venerdì ai numeri: 071.7505624 – 7505663 dalle ore 9.00 alle ore 13.30

–  tramite e-mail all’indirizzo  servizisociali.loreto@regione.marche.it 

– orari  apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00; martedì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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