Nuove modalità di pagamento refezione scolastica

Non è più necessario l’utilizzo del badge

Loreto, 26 ottobre 2020 – Novità in atto nella refezione scolastica: da quest’anno la rilevazione delle presenze avviene in modalità informatizzata da parte del personale scolastico dunque, non è più necessario l’utilizzo del badge. Inoltre, l’Amministrazione comunale aggiorna sull’Estratto conto del Borsellino elettronico e sulla sua ricarica.

RICARICA BORSELLINO ELETTRONICO

Sarà possibile procedere alla ricarica del proprio borsellino, indicando il relativo importo da versare e scegliendo se procedere subito al pagamento (tramite PagoPA) o procedere alla stampa del bollettino, che permetterà il pagamento dello stesso in appositi canali di pagamento PagoPA (uffici postali, banca, ricevitoria, etc.). La lista dei canali di pagamento è consultabile al sito www.pagopa.gov.it

L’Amministrazione ricorda di non effettuare le ricariche del badge in possesso dai precedenti anni scolastici. L’importo contenuto all’interno del badge (residuo) sarà reso automaticamente disponibile nella nuova modalità di pagamento (dove sarà possibile consultare l’importo disponibile e l’estratto conto relativo ai pasti).

Fa presente, inoltre, che la scuola sta procedendo ad aggiornare i pasti usufruiti da ciascun bambino, per cui, per qualche giorno, il numero dei pasti consultabili  così come il relativo debito/credito (anche in riferimento all’anno scolastico 2019/2020) potrebbero non essere aggiornate. Si può comunque procedere al pagamento dell’importo scelto.

Dal sito ufficiale del Comune di Loreto, comune.loreto.an.it, i genitori degli alunni possono scaricare il manuale che illustra le nuove funzionalità e le modalità di pagamento. Per ogni ulteriore informazione e precisazione ci si può rivolgere al Settore Servizi – Area Servizi Sociali:

– telefonicamente dal lunedì al venerdì ai numeri: 071.7505624 – 7505663 dalle ore 9.00 alle ore 13.30

–  tramite e-mail all’indirizzo  servizisociali.loreto@regione.marche.it 

– orari  apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00; martedì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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