Il Comprensivo Solari consegna 19 iPad ai propri studenti

Un sostegno necessario a garantire la didattica a distanza via rete

Loreto, 16 aprile 2020 – Nonostante l’emergenza Covid-19, con gli studenti relegati in casa dalle disposizioni volte al contenimento della diffusione del virus, le lezioni non si sono mai interrotte. Le scuole e gli insegnanti si sono organizzati, così come gli studenti, per proseguire la didattica a distanza utilizzando la rete internet e i computer.

Un nuovo modo di fare lezione che a qualche studente ha prodotto una serie di problemi in merito all’hardware: non tutti ne hanno disponibilità e in qualche caso chi ce l’ha spesso deve cedere il computer ad un familiare che lavora in smartworking, il lavoro da casa.

Loreto – I volontari della Protezione civile hanno consegnato gli iPad al domicilio degli studenti

Un problema sentito anche a Loreto, risolto brillantemente dall’Istituto Comprensivo Solari che ha risposto alle richieste di alcuni suoi studenti. Questa mattina, l’Istituto ha reso disponibili 19 iPad destinati ad altrettanti alunni che ora potranno continuare a seguire le lezioni a distanza. A consegnare al domicilio degli studenti il materiale ci hanno pensato i volontari della Protezione civile di Loreto.

«Grazie alla sinergia che si è venuta a creare, continuiamo a sostenere la nostra Comunità per poter affrontare al meglio questo difficile periodo – il commento del sindaco Paolo Niccoletti che ha elogiato l’iniziativa – Un grazie va a tutto il Comprensivo ‘Solari’ che continua a sostenere e proseguire la didattica dei nostri ragazzi, e alla Protezione civile che instancabilmente si adopera, ad ogni livello, per i nostri cittadini».

 

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di Paolo Fileni

Chi se ne frega del Coronavirus

Nelle Marche a rischio contagio i giovani sotto i 35 anni


25 maggio 2020 – C’è un senso di smarrimento ed impotenza, che monta dentro, nel vedere le reazioni delle persone al primo fine settimana di libertà quasi totale concesso in quasi tutte le regioni italiane. Spiagge prese d’assalto, specialmente al centro sud, dove i bagnanti si sono accalcati uno sull’altro incuranti delle distanze, dell’uso della mascherina e delle sanificazioni.

Centri urbani e turistici dove di sera la movida ha dilagato, incurante delle stesse disposizioni non osservate sulle spiagge. Con la Polizia Locale che ovunque dichiara la propria impotenza ad intervenire per scarsità di personale: troppa la massa di gente da controllare. Talmente tanta, che il Governo di Roma sta decidendo di mettere in campo 60 mila controllori da sguinzagliare nelle spiagge e nelle piazze (volontari, percettori di reddito di cittadinanza, ecc.).

Da Palermo (spiaggia di Mondello) ad Ancona (Piazza del Plebiscito); da Milano (Navigli) alle piazzette e alle spiagge di Sirolo e Numana o Savona (darsena), per citare solo qualche luogo, sembrerebbe che ovunque alla gente dell’ancora possibilissimo contagio da Coronavirus non interessi minimamente.

Ieri un palermitano intervistato dalla tv, rivolgendosi al Presidente della Regione Sicilia, ha detto: «Musumeci se lo metta bene in testa, se vengo in spiaggia io la mascherina non la metto».

Dello stesso avviso, con tutta evidenza, devono essere quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che tra ieri e l’altro ieri si sono accalcati ovunque, riempiendo tutti gli spazi all’aperto disponibili. Folle malate di aria aperta, di spritz, di tintarella e bagni in mare ammassati uno sull’altro al grido: ‘Chi se ne frega del Coronavirus!

E se nella notte fra sabato e domenica ad Ancona Carabinieri e Polizia non hanno sanzionato né locali pubblici né clienti indisciplinati, in compenso hanno multato e segnalato diversi soggetti per ubriachezza, droga e guida spericolata. A Fermo è stato chiuso un locale per eccessivo assembramento. Ad Ascoli Piceno la Scientifica ha filmato le fasi della movida fuori dai locali.

Da questo quadro d’insieme quel che colpisce, oltre all’incoscienza dei più, è la totale dimostrazione della mancanza di rispetto nei confronti della salute altrui e il generale menefreghismo nei confronti delle regole imposte per contenere i contagi. Regole che, giuste o sbagliate che siano, vanno onorate in quanto tali. Come quelle che impongono di pagare le tasse. Ma una certa parte degli italiani le tasse non le pagano dunque, che vuoi pretendere?

Intanto, sembrerebbe che nelle Marche ad ammalarsi con più frequenza di Covid-19 sarebbe la fascia d’età sotto i 35 anni (il 75% dei nuovi positivi dell’ultima settimana); con addirittura un positivo diciottenne. Chissà se anche lui starà gridando: “Chi se ne frega del Coronavirus!”

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