Erogazione delle Borse di studio anno scolastico 2018/2019

Gli importi per gli studenti beneficiari sono disponibili fino al 31 dicembre presso gli uffici postali

Loreto, 10 dicembre 2019 – Al fine di consentire l’erogazione delle borse di studio nel tempo più breve possibile, il Comune avvisa che gli importi per gli studenti beneficiari sono già disponibili fino al 31 dicembre 2019 presso gli uffici postali.

Per ritirare la borsa di studio è necessario recarsi presso qualsiasi ufficio postale senza necessità di utilizzare o esibire la Carta dello Studente, ma semplicemente spiegando all’operatore di sportello di voler incassare un “bonifico domiciliato” erogato dal Miur.

Per gli studenti beneficiari minorenni è necessario che un genitore, che esercita la responsabilità genitoriale o chi ne fa le veci, si rechi in ufficio postale munito di:

  • originale del proprio documento di identità in corso di validità;
  • originale del proprio codice fiscale;
  • originale del documento di identità in corso di validità dello studente beneficiario della borsa di studio;
  • originale del codice fiscale dello studente beneficiario della borsa di studio;
  • copia compilata della dichiarazione sostitutiva da firmare esclusivamente davanti all’operatore dell’ufficio postale.

La dichiarazione sostitutiva è necessaria per auto-dichiarare l’idoneità ad esercitare l’atto di riscossione della borsa di studio in qualità di soggetto esercente la responsabilità genitoriale.

Solo per i tutori/curatori:

È necessario esibire allo sportello il provvedimento di nomina dell’eventuale tutore/curatore, in copia autentica, per incasso richiesto da soggetto che esercita la rappresentanza legale, per verificare l’idoneità ad esercitare l’atto di riscossione della borsa di studio in qualità di soggetto esercente la rappresentanza legale.

Per gli studenti beneficiari maggiorenni, è sufficiente che il beneficiario si presenti in un qualsiasi ufficio postale munito di documento d’identità in corso di validità e del proprio codice fiscale, comunicando all’operatore di sportello di dovere incassare una borsa di studio erogata dal Miur attraverso un “Bonifico domiciliato”. Non sono ammesse deleghe ad altri soggetti per la riscossione del contributo economico.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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