Adam Kwiatkowski, Segretario di Stato polacco, in visita alla Anders

Per riceverlo la scuola di lingua e cultura polacca con sedi a Macerata, Perugia e Ancona ha organizzato un incontro all’Arena Sferisterio e una visita a Loreto

Domenica 6 maggio la Scuola di Lingua e Cultura Polacca “Anders” di Marche e Umbria riceverà la visita del Segretario di Stato della Repubblica di Polonia Adam Kwiatkowski – Capo dell’Ufficio dei contatti con i polacchi all’estero. Un motivo di soddisfazione per gli alunni, i genitori e le insegnanti delle aule di Macerata, Perugia e Ancona che rappresenta al tempo stesso una preziosa occasione di incontro per la comunità italo-polacca.

Programma dettagliato con le tappe salienti del mini-tour:

ore 10:00 Macerata – Arena Sferisterio (ingresso cancelli da Piazza Nazario Sauro)

  • Accoglienza ed incontro con la comunità della Scuola ANDERS di Marche e Umbria, alla presenza dei rappresentanti delle tre aule di Macerata, Perugia ed Ancona (alunni, insegnanti, famiglie italo-polacche)
  • Recital degli alunni

ore13:00 Montecassiano (MC)

  • Pranzo presso il Ristorante “Villa Quiete”

– trasferimento Macerata-Loreto

Adam Kwiatkowski, Segretario di Stato della Repubblica di Polonia 

ore 15:30 Loreto (AN)

  • 15:30 Visita guidata della Basilica
  • 16:00 Santa Messa celebrata in lingua polacca
  • 17:00 Visita al cimitero militare polacco, deposizione omaggio floreale in onore dei soldati del Generale Anders

trasferimento Loreto-Ancona

ore 18:30 Ancona

  • 18:30 Visita del Consolato Onorario RP e della sede della Scuola ANDERS, incontro con i rappresentanti dell’Associazione Italo-Polacca Nuova delle Marche, brindisi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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