Un lavoro sicuro? Frequenta il Corso ITIS di Castelfidardo

L’Indagine Eduscopio 2017-2018 mette l’II Meucci al secondo posto per capacità occupazionale nell’ambito Ancona-Macerata

Castelfidardo – È di questi giorni la diffusione dei dati dell’ottimo risultato raggiunto nell’occupazione dagli studenti dall’Istituto Industriale “A. Meucci” di Castelfidardo. La Fondazione Agnelli, che da anni è  la voce più autorevole sull’orientamento scolastico nel nostro paese, quest’anno ha allargato il suo studio agli esiti lavorativi degli alunni delle scuole tecniche e professionali.

Castelfidardo – l’istituto A. Meucci

I dati dell’edizione 2017-18 dicono che il Corso ITIS della sede di Castelfidardo dell´IIS “Laeng Meucci”, nell´ambito delle province di Ancona e Macerata, é risultato secondo solo all´ITIS Marconi di Jesi, con un piccolissimo distacco statistico (cfr.dati completi su www.eduscopio.it).

Le statistiche sono ottenute incrociando i dati dell’Anagrafe nazionale degli studenti con quelli delle Comunicazioni Obbligatorie (COB) del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le quali descrivono per ogni lavoratore dipendente i principali eventi che ne caratterizzano la carriera lavorativa.

Sono state analizzate, infatti, le posizioni lavorative di oltre 450.000 ex studenti di tutto il Paese (la metodologia in https://eduscopio.it/dati-e-metodologia).

Si è espresso con queste parole su facebook il sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani:  «Ancora un’altra conferma sulla validità e la professionalità dell’Istituto Laeng Meucci di Castelfidardo. 2° per tasso di occupazione dei suoi diplomati. Complimenti a tutti gli insegnanti che lavorano in maniera incessante per motivare gli studenti ed offrire un ambiente sano e produttivo».

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani

Il grande impegno dei membri della comunità scolastica, gli sforzi fatti per portare avanti un discorso di innovazione didattica e tecnologica, il mutuo scambio con le istituzioni e le aziende del territorio, le sinergie con le altre scuole e le università della regione sono state e saranno la chiave per consolidare questo lusinghiero risultato. Tale gratificazione è frutto anche di vari elementi, come, ad esempio, il contatto stabilito tra le aziende e gli studenti in occasione degli stage.

 

Raffaella De Sanctis


2 commenti alla notizia “Un lavoro sicuro? Frequenta il Corso ITIS di Castelfidardo”:

  1. Barontini barbara says:

    Sono orgogliosa di leggere questo articolo perché mia figlia frequenta questa scuola , ma soprattutto perché si da credibilità e stimolo a questi nostri giovani.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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CAOS DEL GIORNALISMO – CASTE DELL’INFORMAZIONE

12 novembre 2018 – Editori di giornali, giornalismo e giornalisti nell’occhio del ciclone in Italia. Una categoria, quella dell’informazione nostrana, che un po’ rispecchia l’andazzo della Nazione e dove da tempo occorrerebbe mettere mano. Con il Governo attuale pronto a farlo come i 5stelle e Di Maio hanno preannunciato.

Caos è il primo termine che mi esce dalla penna, con tutto il rispetto verso i vari attori della commedia. Dove, a proposito di teatro, i vari registi mettono in scena la stessa rappresentazione ma interpretandola ognuno a modo proprio. Una scenografia da teatro dell’assurdo disegnata su più livelli dove, a farla da padrone, ci sono in primis gli editori e in secundis i profitti. Con quel diavolo di Godot (l’informazione seria e professionale), che tutti aspettano ma che non arriva mai.

Traduciamo. Gli editori, che hanno la cassa in mano, pagano otto euro a pezzo (spese comprese) alla stragrande maggioranza dei giornalisti. Facciamo due conti. Per arrivare a guadagnare uno stipendio di 1.200 euro, il poveretto dovrà scrivere 150 pezzi in un mese. Sono cinque articoli al giorno per 30 giorni. E questo significa che o fai tanti copia-incolla o non ce la fai.

Contributi statali alla carta stampata? Ammontano ad oltre 52milioni di euro l’anno (dati 2017). Avvenire, 5,9 mln; Italia Oggi 4,8; Libero 3,7; Il Manifesto 3 mln; Quotidiano del Sud 2,8, per citare i primi 5. Con i periodici della Chiesa che la fanno da padrone e con finte cooperative create ad hoc per poterli incassare. Forse caos non è il termine adatto.

Giornalisti schierati? Certo, tutti quelli che scrivono per testate schierate o di proprietà di partiti politici. Se non sei d’accordo, o cambi giornale o cambi mestiere. Tanti si allineano.

L’Odg, l’ordine nazionale dei giornalisti, tutto questo lo sa benissimo ma si limita a pretendere 120 euro l’anno come quota associativa da parte degli iscritti. Da tutti, compresi quelli, la maggioranza, che a 1.200 euro al mese non arriveranno mai. E lo sa benissimo anche la Fsni, il sindacato unitario dei giornalisti che a loro nome firma i contratti nazionali di categoria. Lo sa la Fieg, federazione editori giornali, e l’Usigrai, sindacato giornalisti Rai… Tutti lo sanno e nessuno che intervenga.

Esistono editori seri che editano giornali seri dove scrivono tanti giornalisti in gamba, che con difficoltà immani si muovono in questo marasma da riordinare e bonificare. E mi sa che dopo questo pezzo, anch’io dovrò cambiare mestiere…

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