Primaria Cerretano: una piccola scuola dal grande cuore

Fiabe alla riscossa è il titolo dello spettacolo messo in scena all’Astra dai giovanissimi attori

Castelfidardo, 23 dicembre 2018 – Manine che tremano, cuori che battono all’impazzata… si apre il sipario… finalmente si comincia!

Ogni anno la stessa emozione, lo stesso entusiasmo e lo stesso infinito lavoro!

La stesura del copione, la cura delle canzoni da parte della maestra Barbara della Scuola Civica di Musica Paolo Soprani di Castelfidardo, e la preparazione delle coreografie nelle mani dell’insegnante e mamma Elisabetta Mazzieri… Il teatro è fatto di tante realtà, delle quali i bambini sono protagonisti attivi e indiscussi.

Castelfidardo – La classe V A della Scuola Primaria Cerretano durante lo spettacolo di beneficenza Fiabe alla riscossa andato in scena al cinema-teatro Astra

Fiabe alla riscossa” è stato il titolo scelto per lo spettacolo messo in scena dai “piccoli attori” presso il cinema teatro Astra.

La tematica del mondo della rete, degli youtuber, tanto cara ai giovani, è stata messa in relazione con la realtà delle fiabe, con l’obiettivo di far capire ai ragazzi la necessità di fare un buon uso dei media, senza dimenticare i valori contenuti nelle fiabe tradizionali.

Un lavoro che vede la luce grazie alle famiglie con una costante collaborazione, ai docenti per il grandissimo impegno e, soprattutto, ai bambini per la capacità di entusiasmarsi e far emozionare il pubblico.

Il ricavato dello spettacolo, come sempre, è stato devoluto in beneficenza. Quest’anno, gli enti individuati sono stati la Croce Verde e l’associazione Raoul Follereau di Castelfidardo.

Il dono di sé è la più alta forma di amore e, ognuno, nel suo piccolo e a suo modo ce la sta mettendo tutta!

 

di Mirco Soprani

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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