Anche Castelfidardo igienizza le scuole

Negli uffici pubblici il personale è stato dotato dei dispositivi di protezione prescritti: gel, guanti e mascherine FFP2 e FFP3

Castelfidardo, 5 marzo 2020 – Interventi di sanificazione e fornitura dei dispositivi di protezione nelle scuole e negli uffici pubblici. Con delibera di Giunta del 25 febbraio scorso e determina per l’assegnazione dei fondi prelevati in via d’urgenza dal fondo di riserva operativa già all’indomani, il Comune si è tempestivamente messo in moto per attivare le opportune misure preventive per contrastare l’emergenza epidemiologica.

Castelfidardo – L’assessore Ilenia Pelati

Ai Comprensivi Mazzini e Soprani sono stati destinati un totale di 3.000 euro per l’acquisto autonomo dei prodotti idonei ad effettuare un’accurata pulizia e igienizzazione degli ambienti scolastici che sta avvenendo in questi giorni in tutti i plessi”, ha spiegato l’assessore alla Pubblica Istruzione, Ilenia Pelati.

Analogamente, la sanificazione è in atto nella materna Regina Margherita del parificato Sant’Anna a cura del personale Ata, mentre nel nido comunale – la cui gestione è affidata all’esterno – la cooperativa sta procedendo di propria iniziativa. “Ci stiamo adoperando per garantire massima igiene e sicurezza sia al personale non docente, che è quotidianamente al lavoro anche in questo periodo di sospensione dell’attività didattica, sia agli insegnanti e agli studenti, nell’auspicio che il percorso scolastico possa riprendere regolarmente il 16 marzo”.

Quanto agli uffici pubblici, il personale è stato dotato per il tramite del VI Settore – Polizia Locale e Protezione Civile, dei dispositivi di protezione prescritti: gel, guanti, mascherine FFP2 e FFP3, con accortezze specifiche per chi svolge servizi che comportano più elevate condizioni di rischio.

In tutti i locali comunali è stata inoltre data disposizione alla ditta appaltatrice del servizio di pulizia di eseguire sanificazione delle superfici con comune candeggina, alcool etilico al 60%, ovvero con altro prodotto ritenuto idoneo alla disinfezione, da utilizzare su carta assorbente usa e getta.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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