Addetta mensa in malattia: al nido bambini a casa senza pranzo

È successo al’’asilo Il Girotondo martedì scorso. La denuncia di Solidarietà Popolare

Castelfidardo, 6 aprile 2019 – Il grave disservizio si è verificato martedì 2 aprile presso l’asilo nido Il Girotondo.

La ditta che gestisce il servizio mensa, inspiegabilmente, non è stata in grado di sostituire la persona malata, optando per la scelta più infelice: sospendere il servizio anziché sostituire con altro personale idoneo quello assente, come recita il capitolato d’appalto.

Su questo episodio Solidarietà Popolare, attraverso il suo capogruppo Massimiliano Russo, ha inoltrato in data 5 aprile una richiesta immediata di chiarimento al Comune chiedendo di verificare se:

  • La cooperativa appaltatrice ha rispettato il contratto in essere con il Comune per la giornata del 2 aprile e quali azioni sono state poste in essere dal Comune;
  • Il personale utilizzato per le sostituzioni del 3 e 4 aprile era regolarmente abilitato alla mansione preposta e l’assegnazione in regola con ogni formalità di legge.
  • la ditta, per il 5, è stata in grado di erogare il servizio mensa e con quale personale.

Solidarietà Popolare ha chiesto inoltre un sopralluogo urgente da parte dell’ufficio competente per una verifica della situazione. Tutto questo “nello spirito di evitare in seguito altri simili e gravi disservizi”.

«Solo in seguito alla nostra segnalazione – spiega Massimiliano Russo – inviata per pec alle 9,17 del 5 aprile, l’assessore Marconi ha deciso di convocare per giovedì della prossima settimana una riunione del Comitato Consultivo composto dai rappresentanti delle famiglie, del personale educativo, un componente della maggioranza ed uno della minoranza».

Alla riunione è stato invitato, per fornire le delucidazioni del caso, anche il responsabile della cooperativa che gestisce la struttura.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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