Addetta mensa in malattia: al nido bambini a casa senza pranzo

È successo al’’asilo Il Girotondo martedì scorso. La denuncia di Solidarietà Popolare

Castelfidardo, 6 aprile 2019 – Il grave disservizio si è verificato martedì 2 aprile presso l’asilo nido Il Girotondo.

La ditta che gestisce il servizio mensa, inspiegabilmente, non è stata in grado di sostituire la persona malata, optando per la scelta più infelice: sospendere il servizio anziché sostituire con altro personale idoneo quello assente, come recita il capitolato d’appalto.

Su questo episodio Solidarietà Popolare, attraverso il suo capogruppo Massimiliano Russo, ha inoltrato in data 5 aprile una richiesta immediata di chiarimento al Comune chiedendo di verificare se:

  • La cooperativa appaltatrice ha rispettato il contratto in essere con il Comune per la giornata del 2 aprile e quali azioni sono state poste in essere dal Comune;
  • Il personale utilizzato per le sostituzioni del 3 e 4 aprile era regolarmente abilitato alla mansione preposta e l’assegnazione in regola con ogni formalità di legge.
  • la ditta, per il 5, è stata in grado di erogare il servizio mensa e con quale personale.

Solidarietà Popolare ha chiesto inoltre un sopralluogo urgente da parte dell’ufficio competente per una verifica della situazione. Tutto questo “nello spirito di evitare in seguito altri simili e gravi disservizi”.

«Solo in seguito alla nostra segnalazione – spiega Massimiliano Russo – inviata per pec alle 9,17 del 5 aprile, l’assessore Marconi ha deciso di convocare per giovedì della prossima settimana una riunione del Comitato Consultivo composto dai rappresentanti delle famiglie, del personale educativo, un componente della maggioranza ed uno della minoranza».

Alla riunione è stato invitato, per fornire le delucidazioni del caso, anche il responsabile della cooperativa che gestisce la struttura.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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