Trasporto scolastico: tutte le regole e le norme da rispettare

L’Amministrazione comunale di Camerano impegnata ad accogliere tutte le domande pervenute nel rispetto del patto di responsabilità che dovrà essere firmato da famiglie e responsabile del trasporto

Camerano, 4 settembre 2020 – Viste le Linee Guida riportate nell’allegato 16 al Dpcm del 7 agosto 2020, successivamente approvate in conferenza unificata tra il Ministero dei Trasporti e il Ministro per gli Affari regionali, il Comune di Camerano comunica che il servizio di trasporto scolastico è stato riorganizzato relativamente alla capienza e agli orari.

Nonostante le limitazioni normative e le conseguenti difficoltà organizzative, l’Amministrazione comunale si è impegnata nel favorire l’accoglimento di tutte le domande pervenute. Relativamente agli orari le famiglie verranno contattate telefonicamente.


REGOLE E NORME DI COMPORTAMENTOSulla base delle sopra citate linee guida gli alunni trasportati dovranno:

  1. mantenere la distanza di un metro alla fermata;
  2. salire in maniera ordinata uno alla volta mantenendo la distanza di un metro;
  3. indossare la mascherina (non è obbligatoria per gli alunni di età inferiore ai 6 anni e per gli alunni disabili);
  4. al momento della salita sanificare le mani con apposito detergente presente sul mezzo;
  5. scendere uno alla volta mantenendo la distanza di un metro

Su ogni scuolabus sarà garantita la presenza di un assistente che avrà anche il compito di aiutare gli utenti nel rispetto delle regole.Come previsto dall’art. 1 delle Linee Guida, “La precondizione per la presenza degli alunni e di tutto il personale a vario titolo operante sui mezzi di trasporto scolastico dedicato, come già richiamato, è:

  • l’assenza di sintomatologia (tosse, raffreddore, temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti);
  • non essere stati a contatto con persone positive al Covid-19, per quanto di propria conoscenza, negli ultimi 14 giorni.

Chiunque abbia sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37.5°C dovrà restare a casa. Pertanto si rimanda alla responsabilità genitoriale o del tutore la verifica dello stato di salute dei minori affidati alla predetta responsabilità.

Vista la situazione di emergenza epidemiologica ancora in atto è necessario che le famiglie e il responsabile del servizio trasporto scolastico sottoscrivano un Patto di Responsabilità reciproca relativamente alle misure organizzative, igienico-sanitarie ed ai comportamenti individuali volti al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19

Pertanto, per poter usufruire del servizio trasporto scolastico è necessario per le famiglie degli alunni sottoscrivere il “Patto di Responsabilità reciproca da restituire entro e non oltre venerdì 11 settembre all’indirizzo di posta elettronica: serviziscolastici@comune.camerano.an.it o all’ufficio Urp del Comune.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

A quattrocento cameranesi chiedo: perché?

Ci sono storie e comportamenti difficili da spiegare al di là di tutto


Camerano, 23 settembre 2020 – Il cielo oggi, è di un grigio perla quasi uniforme con qualche squarcio di sbuffi biancastri. E piove, un po’ di traverso. Una giornata cameranese di primo autunno che mette tristezza. Forse, quella stessa tristezza mista a un leggero scoramento che deve provare Lorenzo Rabini (foto) in queste ore. Perché non puoi sentirti diversamente quando ti senti tradito o non considerato dai tuoi stessi compaesani.

Per farla breve: Rabini, con alle spalle una lunga militanza politica nel centrodestra consumata nei decenni dai banchi dell’opposizione in Consiglio comunale, in quello provinciale e con incarichi di responsabile di Fratelli d’Italia per la provincia di Ancona, quest’anno si è candidato per un posto da consigliere in Regione Marche. Per la seconda volta nell’arco della sua carriera. La prima volta (2000) gli andò male, oggi pure. In entrambi i tentativi non è riuscito a farsi eleggere.

Ora, ci sta che un politico di professione abbia alti e bassi, che il vento del consenso non spiri sempre dalla sua parte, anche perché l’elettorato è talmente umorale e legato a questioni interdipendenti dal suo operato che spesso lo premia o lo castiga “ad cazzum” come dicevano i latini.

Dunque, perdere ci sta. Ma a volte il come perdi è più devastante della sconfitta in sé. Rabini, unico candidato cameranese alla Regione, sul voto massiccio dei suoi compaesani contava parecchio. Per loro, e per Camerano, dagli scranni del Consiglio regionale avrebbe potuto fare parecchio. E Dio solo sa quanto Camerano abbia bisogno di una mano per tornare ad essere un po’ più viva.

Il mio precedente editoriale, su questo stesso tema, era stato piuttosto esplicito. Evidentemente, è stato un editoriale muto. Rabini ha perso. Nella provincia ha raccolto un totale di 890 voti. A Camerano, quello che doveva essere il suo bacino di voti più importante, ha raccolto 390 preferenze: una miseria rispetto alle migliaia di cameranesi che hanno votato. Ma l’assurdo, per lui, è un altro.

Qui a Camerano il suo partito, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, è risultato il primo partito con 790 voti. Significa che 790 cameranesi hanno messo la X sul simbolo di Fratelli d’Italia, ma solo 390 di questi hanno aggiunto di fianco al simbolo il nome Rabini. Quattrocento cameranesi non l’hanno fatto: perché? Perché Rabini gli sta antipatico? Perché Rabini gli ha fatto qualche sgarbo? Perché Rabini tifa Juventus? A quei quattrocento chiedo: perché?

E sia ben chiaro. Chi scrive non vota Fratelli d’Italia; non va a cena con Rabini (non ci sono mai andato e in fondo un po’ mi dispiace), l’unica cosa che mi lega a Lorenzo, oltre ad una profonda stima verso la persona e il suo sapere di politica (si chiama esperienza), è il tifo per la stessa squadra di calcio. Avrei fatto lo stesso ragionamento anche se al suo posto ci fosse stata il sindaco! Nonostante ciò, lunedì l’ho votato, per lui e per Camerano.

Il problema qui non è Rabini. Il problema sono quei quattrocento cameranesi. Vogliamo mettere che una trentina pensavano che votando il simbolo votavano anche lui? Mettiamolo! E gli altri 370? Forse le loro preferenze, se espresse, non avrebbero portato comunque Rabini in Regione, ma almeno avrebbero dimostrato che c’era un’unità d’intenti, una volontà precisa, la dimostrazione che una fetta di cameranesi, pur se piccola, qualcosa per il paese è disposta a farla oltre ad una semplice croce. Al di là del colore degli schieramenti. Al di là della stupidità!

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