Primo giorno di scuola a Camerano: “Evviva!”

Il sindaco Annalisa Del Bello: “Oggi più che mai ho percepito forte il ruolo di primaria importanza che la Scuola ricopre”

Camerano, 14 settembre 2020 – Nonostante le tante problematiche legate al periodo che stiamo vivendo, la scuola è ripartita anche a Camerano. E a leggere fra le righe del post pubblicato sulla pagina social del Comune dal sindaco Annalisa Del Bello, non dev’essere stato facile far quadrare esigenze e necessità. Ma, con la collaborazione degli addetti ai lavori, tutto sembra essere andato per il meglio.

Scrive la Del Bello: «Quest’ anno il primo giorno di scuola ha un sapore particolare. Dopo una lunga assenza forzata degli alunni dai banchi, dopo questo periodo di sacrificio e rinunce, oggi finalmente possono ritrovarsi, ritrovare compagni, amici, insegnanti, personale scolastico. E continuare a tessere tutte le relazioni vitali per la loro formazione e crescita. Ritrovano anche la didattica e le tecnologie di cui l’Istituto comprensivo dispone».

Camerano – Primo giorno di scuola 2020-2021: il sindaco Annalisa Del Bello con l’assessore all’Istruzione Marco Principi

Parole sentite, quelle della prima cittadina, che non nascondono un velo emozionale: «Oggi più che mai ho percepito forte il ruolo di primaria importanza che la Scuola ricopre».

Com’è ormai tradizione, l’ Amministrazione comunale ha donato a tutti i primini l’attestato del loro primo giorno.  «Un sentito grazie agli uffici comunali e alla dirigente scolastica – conclude la Del Bello – per tutto quanto fatto per riaprire in sicurezza».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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