Mense scolastiche plastic free e a basso impatto ambientale

Stoviglie in plastica sostituite con quelle compostabili nella scuola elementare e alla materna Umbriano

Camerano, 1 febbraio 2021La notizia è stata diffusa attraverso una nota dell’assessore all’Ambiente Costantino Renato, dove si legge che le mense scolastiche di Camerano da alcuni mesi possono considerarsi libere dalla plastica, le stoviglie in plastica sono state completamente sostituite con quelle compostabili nella scuola elementare e la materna Umbriano, mentre nelle restanti strutture: D.Chiesa, Ceci, Mengarelli, sono utilizzate le normali stoviglie in metallo e i piatti in ceramica.

Stoviglie compostabili

L’Istituto Comprensivo, inoltre, ha dato la possibilità di aderire volontariamente al progetto Acqua libera tutti! promosso da Ata Rifiuti, AAto 2 Idrico e Viva Servizi che ha come obiettivo quello di dotare le scuole del territorio di un erogatore di rete idrica, per incentivare il consumo dell’acqua potabile della rete e di conseguenza ridurre la quantità di bottiglie e bicchieri in plastica usa e getta utilizzati a scuola, contribuendo a rendere tali luoghi Plastic free area.

Queste iniziative vanno ad aggiungersi al gran numero di azioni intraprese negli scorsi anni, che hanno visto i plessi scolastici seguire le direttive del Decreto Ministeriale Ambiente del 25 luglio 2011, che prevede l’affidamento in concessione del servizio di refezione scolastica a ridotto impatto ambientale.

Tra le migliori pratiche si ricorda: l’erogazione di prodotti biologici e della carne certificata marchigiana; l’utilizzo di prodotti in carta e detergenti che devono rispettare i criteri ecologici; il recupero del cibo non porzionato; la corretta gestione della raccolta differenziata dei rifiuti; l’informazione alle famiglie relativamente ad alimentazione, salute ed ambiente, alla provenienza territoriale degli alimenti ed alla stagionalità degli stessi; la presenza di pannelli fotovoltaici su tutti gli asili; l’utilizzo di pannolini lavabili presso il nido.

 

redazionale

© riproduzione riservata 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo