Borse di studio alunni scuole superiori – Proroga termini

Per presentare le domande a Camerano c’è tempo fino al 30 giugno

Camerano, 15 maggio 2021 – A seguito di comunicazione della Regione Marche, il Comune di Camerano informa che sono stati prorogati al 30 giugno 2021 i termini per la presentazione delle domande per le borse di studio a favore delle studentesse e degli studenti residenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado nell’anno scolastico 2020/2021, per l’acquisto dei libri di testo, per la mobilità e il trasporto, nonché per l’accesso a beni e servizi di natura culturale.

Per informazioni più dettagliate consultare il sito web della Regione Marche: www.regione.marche.it/Istruzione, Formazione e diritto allo Studio/diritto allo studio/diritto allo studio scolastico/borse di studio/borse di studio MIUR 2020/2021.

Requisiti necessari per poter accedere al contributo:

  1. Residenza anagrafica dello studente nel Comune di Camerano alla data di pubblicazione del Bando;
  2. Isee in corso di validità del nucleo familiare dello studente non superiore a € 10.632,94 calcolato sulla base della DSU (dichiarazione sostitutiva unica);
  3. Iscrizione dello studente per l’anno scolastico 2020/2021 presso un istituto statale e/o paritario della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione.

Come fare la domanda:

Il modulo di richiesta per la concessione del suddetto contributo è scaricabile dal sito del Comune di Camerano. La domanda, a firma dello studente se maggiorenne o di uno dei genitori o di chi rappresenta il minore, compilata in tutte le sue parti, dovrà essere inviata, entro la data di scadenza  30 giugno 2021, al seguente indirizzo mail:
servizisociali@comune.camerano.an.it
I dati riportati nell’autocertificazione saranno sottoposti ai controlli di legge.
Successivamente alla scadenza verrà stilato l’elenco dei richiedenti che verrà inviato alla Regione Marche.
Per informazioni:
Ufficio Servizi Sociali: 071 730 30 59
Ufficio Servizi Scolastici: 071 730 30 20

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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