‘L’ospedale di Osimo diventi sede unica della Pneumologia dell’Inrca’

A proporlo è Achille Ginnetti: “Nel dopo Covid c’è l’emergenza dei malati cronici a cominciare dagli oncologici”

Osimo, 30 luglio 2020 – L’ospedale SS. Benvenuto e Rocco di Osimo può diventare la sede unica della Pneumologia dell’Inrca di Ancona. È la proposta che il consigliere di Progetto Osimo Futura, Achille Ginnetti, ha avanzato ieri in Consiglio comunale, durante la discussione dell’ordine del giorno presentato dalle Liste Civiche per la riapertura urgente del reparto, chiuso da quando è scattata l’emergenza Coronavirus.

Ginnetti ha inizialmente fatto una panoramica della situazione sanitaria post Covid: «Nel dopo Covid c’è un’emergenza che molti non percepiscono: quella dei malati cronici, a cominciare da quelli più gravi, gli oncologici, che per due mesi e mezzo non hanno potuto usufruire delle cure ospedaliere».

Osimo – L’ospedale SS Benvenuto e Rocco

La chiusura dei servizi sanitari, di fatto, ha portato a un maggior numero di pazienti con progressione della malattia e ad una percentuale maggiore di persone decedute. Adesso, sta succedendo che le prestazioni previste nei mesi di marzo, aprile e maggio sono state annullate e le persone le hanno dovute prenotare nuovamente chissà per quale data. «Le prestazioni ambulatoriali sono aumentate ma non c’è la possibilità di rispondere in maniera adeguata – ha spiegato Ginnetti – perché la sanità pubblica è stata depotenziata a favore di quella privata».

Il consigliere di Progetto Osimo Futura ha ricordato come Osimo sia stato un ospedale non Covid dove gli interventi indifferibili sono stati eseguiti e il servizio di pneumologia è stato riservato ad una limitata attività ambulatoriale.

Osimo – Achille Ginnetti, consigliere della lista Progetto Osimo Futura

Il nosocomio presenta però delle problematiche e andrebbe maggiormente potenziato e valorizzato. «Per potenziare il reparto di Pneumologia è necessario spostare il servizio dall’Inrca di Ancona all’ospedale di Osimo – ha dichiarato Achille Ginnetti – Un’ipotesi che era già prevista in un progetto del 2008-2009 che potrebbe essere ripreso. Se l’ospedale SS. Benvenuto e Rocco è riuscito a rispondere efficacemente all’emergenza Covid assicurando interventi indifferibili, può diventare la sede unica della Pneumologia dell’Inrca di Ancona. Un atto che avrebbe grande valenza sanitaria e qualificherebbe ulteriormente i nostri medici. La proposta va sottoposta al direttore Genga».

In conclusione, il consigliere di Progetto Osimo Futura ha parlato dell’importanza di investire nella medicina del territorio, settore della sanità che può intervenire nella prevenzione e nella diagnosi precoce: «Serve un potenziamento dei servizi sanitari del territorio in ottica pubblica, gratuita e democratica».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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