Covid, Ginnetti: «Perché il sindaco Pugnaloni tace sui contagi in città?»

Il consigliere di Progetto Osimo Futura chiede trasparenza e scrive al Presidente del Consiglio comunale all’indomani della scoperta di un focolaio nella Chirurgia del SS Benvenuto e Rocco

Osimo, 17 ottobre 2020 – «Cresce la preoccupazione per il repentino aumento dei contagi da Covid-19 in tutta Italia. I sindaci di Falconara, Camerano e Castelfidardo hanno reso noti i dati relativi al proprio Comune sul numero delle persone positive e di quelle in isolamento. Perché invece il sindaco Pugnaloni tace? Perché non mette al corrente gli osimani? I cittadini hanno il diritto di sapere com’è la situazione ad Osimo, quanti sono i positivi e quante sono le persone in isolamento».

A porsi le domande che ad oggi non hanno risposte da parte del primo cittadino osimano, è Achille Ginnetti, consigliere comunale di Progetto Osimo Futura e presidente della Commissione consiliare Sanità.

Achille Ginnetti di Progetto Osimo Futura

«In una circostanza così difficile e delicata ci saremmo aspettati sicuramente maggiore trasparenza e condivisione da parte del Sindaco – precisa Ginnetti – nonché appelli rivolti alla cittadinanza per prevenire la diffusione dei contagi».

Le dichiarazioni di Ginnetti sono rese all’indomani della scoperta di un focolaio scoppiato nel reparto Chirurgia del SS. Benvenuto e Rocco dove alcune persone, tra pazienti e operatori sanitari, sarebbero risultati positivi al Covid-19.

«Scriverò al Presidente del Consiglio comunale Campanari affinché assegni alla Commissione consiliare Sanità, da me presieduta, il compito di informarsi e riferire al Consiglio sull’andamento attuale e passato dell’infezione da SarsCov2 nella nostra città, proposta tra l’altro già formulata dal consigliere Gallina Fiorini nei mesi scorsi», conclude Ginnetti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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