“Cento città contro il dolore” in piazza Boccolino a Osimo

Con la Fondazione Isal e Aif onlus sabato 7 ottobre per sensibilizzare sul tema del dolore cronico

Osimo – Cosa s’intende per dolore cronico? Riconosciuto come una vera e propria patologia in sé, per le conseguenze invalidanti che comporta in chi ne soffre dal punto di vista fisico, psichico e socio-relazionale, il dolore cronico compromette qualsiasi attività quotidiana ed ha un impatto pesante sulla vita dei pazienti, dei familiari, ma anche del sistema sanitario.

Ecco perché da alcuni anni la fondazione Isal organizza la giornata “Cento città contro il dolore”, che quest’anno si terrà sabato 7 ottobre, in ben 140 città italiane tra cui Osimo, in collaborazione con l’Aif onlus (Associazione italiana fibromialgia), per sensibilizzare istituzioni e società civile nei confronti del problema del dolore cronico, per dare voce ai bisogni delle persone colpite da dolore cronico e per raccogliere fondi.

Presso il banchetto informativo allestito in piazza Boccolino, dalle ore 9 alle 20, si potranno ricevere consulenze in ambito medico-specialistico e informazioni sulle opzioni terapeutiche e sulle strutture disponibili per la cura del dolore cronico, e si raccoglieranno fondi per la ricerca scientifica, all’insegna dello slogan “Schiaccia il dolore“, offrendo sacchetti di noci a quanti vorranno contribuire.

Le noci, oltre ad essere un toccasana alimentare, sono state scelte per finanziare e promuovere la campagna d’informazione sul dolore cronico con lo slogan: schiaccia il dolore! 

Ad animare lo stand ci sarà anche l’associazione “I lupi della selva” che presenterà le sue attività di pet therapy, mentre un volontario dell’Aif sarà presente, a semplice scopo informativo, anche presso la farmacia Romaldini, di via Lionetta.

L’Aif onlus di Ancona tutela i diritti dei malati di fibromi algia, Encefalomielite mialgica benigna e sensibilità chimica multipla, fornendo informazioni, consulenze e assistenza, e supportando, in particolare, il percorso dei pazienti per il riconoscimento dell’invalidità civile. Per info:  320/1651089 oppure info@aif.marche.it

La Fondazione Isal nasce nel 2007, dall’Istituto di formazione e ricerca in scienze algologiche, per promuovere la ricerca nell’ambito della terapia del dolore oltre che la comunicazione sociale sul tema del dolore cronico, una malattia tanto diffusa quanto ignorata.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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