Via l’amianto dalle strutture ospedaliere di Ancona

Interventi di bonifica a Sassoferrato, Senigallia, Arcevia, Fabriano, Salesi, Torrette e Inrca. Baldelli: "Massimo impegno per garantire il diritto alla salute dei marchigiani"

Ancona, 9 marzo 2021 – Via l’amianto dagli ospedali di Ancona. «Proseguiamo l’opera di bonifica per dare una risposta concreta ad un annoso problema che affrontiamo in maniera strutturale, a riprova dell’impegno dell’amministrazione regionale per la messa in sicurezza dei nosocomi del territorio».

Lo comunica l’assessore regionale ai Lavori pubblici e all’Edilizia ospedaliera Francesco Baldelli, che ribadisce la volontà di garantire il diritto alla salute: «che equivale ad avere servizi primari diffusi nel territorio e strutture sicure. In quest’ottica, la necessità di rimuovere l’amianto nelle strutture ospedaliere non ancora bonificate che attendevano da anni questi indispensabili interventi».

Francesco Baldelli, assessore regionale ai Lavori pubblici e all’Edilizia ospedaliera

A tal fine sono stati selezionati per interventi di bonifica dal rischio amianto gli ospedali di Sassoferrato, Senigallia, Arcevia e Fabriano, oltre al Salesi, all’ospedale regionale di Torrette e all’Inrca. La bonifica più consistente sarà nei presidi di Torrette e Salesi, dove saranno rimosse intere tubazioni delle linee in disuso e la copertura della centrale elettrica, per una spesa di circa 1 milione di euro. Ai quali si aggiungono gli interventi relativi alla vecchia morgue e alla palazzina con gli uffici tecnici per fare spazio al Nuovo Salesi, per una spesa complessiva di ulteriori 600 mila euro.

Per quanto riguarda le altre strutture:

a Sassoferrato si procederà alla rimozione di due vasche in passato adibite a serbatoio di acqua, di una canna fumaria e di una pavimentazione in vinil amianto;

a Senigallia si rimuoveranno serbatoi, cisterne e condotte presenti in più padiglioni;

ad Arcevia saranno eliminate lastre in eternit, cisterne e tubazioni;

a Fabriano vecchie tubazioni di scarico delle acque reflue e due caldaie;

all‘Inrca saranno rimosse coperture in eternit e altri residui di amianto;

per una spesa complessiva di circa 155mila euro, che è esattamente la somma degli importi richiesti dalle aziende sanitarie, quindi vi è da parte della Regione una copertura economica totale.

L’intervento rientra nel Piano complessivo di bonifica dell’amianto attivato per 21 ospedali della regione e soddisfa pienamente le necessità rappresentate dall’Area Vasta 2. «Gli interventi di finanziamento sono stati subordinati a precise priorità – spiega l’assessore Baldelli – si sono ritenuti primari gli interventi sulle strutture sanitarie e ospedaliere che prevedono la degenza h24 dell’utenza. Tutte le richieste pervenute per strutture con tale tipo di degenza sono state finanziate».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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