Vaccino anti-Covid: iniziate alle 10 le prime vaccinazioni nelle Marche

All'Inrca di Ancona l'avvio ufficiale con l'assessore Saltamartini. Il vaccino zero ad Adolfo Pansoni, primario del pronto soccorso dell’ospedale Inrca-Osimo

Ancona, 27 dicembre 2020 – Non ho sentito alcun dolore, praticamente una normale puntura come quella dell’antinfluenzale che ho già fatto. Onorato di essere tra i primi a iniziare questo percorso che, credo, ci aiuterà a sconfiggere definitivamente questo virus”.

Sono state le prime parole del primario del pronto soccorso dell’ospedale Inrca-Osimo, Adolfo Pansoni, il “vaccinato zero” ufficiale delle Marche. Con lui sono 200 i primi vaccinati che hanno preso parte al Vaccine Day per le Marche. Questa mattina, all’Inrca di Ancona, il dottor Pansoni si è sottoposto, per primo, all’immunizzazione anti-Covid, in occasione del Vaccine day deciso a livello europeo.

L’avvio delle vaccinazioni anti-Covid all’Inrca di Ancona

Sono appunto 200 le dosi vaccinali consegnate alle Marche che sono state somministrate in diverse strutture sul territorio regionale. «La struttura organizzativa per procedere alla vaccinazione è pronta, perché sarà la stessa che sta conducendo lo screening di massa – ha evidenziato l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, presente all’Inrca questa mattina – Bisogna avere fiducia nella scienza, dobbiamo arrivare all’immunità di gregge. È un dovere che ogni cittadino deve sentire proprio, nella propria libertà, ma è importante comprendere che vaccinarsi è un gesto di responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Auspico la massima adesione.

Filippo Saltamartini, assessore alla Sanità della Regione Marche

A gennaio – ha informato Saltamartini – arriveranno le circa 38 mila dosi per la prima fase di vaccinazione che riguarda tutto il personale socio-sanitario e le Rsa. Stiamo raccogliendo le adesioni alla vaccinazione nelle strutture sociosanitarie regionali. Arriveranno, poi, in varie fasi cadenzate, i vaccini per la popolazione. Al momento c’è questo di Pfizer-BionTech e quello di Moderna, che porterà in validazione la prossima settimana il proprio vaccino all’agenzia europea e a quella italiana».

Saltamartini ha quindi ringraziato tutti gli operatori impiegati in questa grande operazione di vaccinazione e tutte le forze dell’ordine: «Tutti coloro che con estrema puntualità si sono impegnati per far arrivare, nello stesso tempo per essere pronti alle 10 di questa mattina, i vaccini nei nove punti che avevamo messo a disposizione nel territorio regionale».

Il ministero della Salute ha anticipato l’arrivo di altri 700 mila vaccini (pari alla metà della popolazione marchigiana) entro settembre. Il direttore generale dell’Inrca Gianni Genga ha sottolineato che «quello odierno, è un momento molto importante, di speranza, perché il vaccino cambia la prospettiva della lotta al Covid-19. Occorre vaccinarsi per interrompere la catena di diffusione della pandemia».

Struttura di somministrazione dosi vaccinali e primo vaccinato:AOR Torrette Ancona 35 vaccini, Michele Bitonti (infermiere)

INRCA Ancona 15 vaccini, dr. Adolfo Pansoni (dir. Pronto Soccorso Osimo)

Marche Nord – Osp. Pesaro 20 vaccini, dr. Margherita Lambertini (medico Pronto Soccorso Pesaro)

Ospedale di Urbino 15 vaccini, dr. Carlo Alberto Buonomi (medico Hospice)

Osp. San Severino M. – Hospice 15 vaccini, Antonella Menco (infermiera)

Ospedale di Fermo 10 vaccini, dr. Giuseppe Ciarrocchi (dir. Dip. Prevenzione)

Osp. San Benedetto 15 vaccini, dr. Marco Giri (medico psichiatra)

Residenza Dorica RSA Inrca 20 vaccini,

RSA Arcevia 40 vaccini.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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