Un ecografo portatile per la Pediatria del Salesi

Consentirà di effettuare diagnosi meno invasive sui piccoli degenti

Ancona – Attenta anche alla tecnologia per contribuire a realizzare un ospedale sempre più a misura di bambino. La Fondazione Salesi, attiva nell’aiuto e nel sostegno ai piccoli degenti dell’ospedale Materno – Infantile di Ancona, centro di riferimento regionale, conferma il proprio impegno a contribuire al miglioramento dei servizi per i giovani pazienti.

Ancona – La presentazione dell’ecografo portatile. Da sinistra: Annarita Settimi Duca (direttore operativo della Fondazione Salesi), Antonio Schiavo (Bnl), Salvatore Cazzato (direttore del reparto di Pediatria del Salesi) e Antonello Maraldo (direttore amministrativo dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona)

La nuova risorsa è un ecografo portatile di ultima generazione, che da tempo il direttore dell’Unità operativa di Pediatria, Salvatore Cazzato, aveva chiesto per effettuare diagnosi accurate e meno invasive sui piccoli malati.

Lo strumento, del valore di circa 20 mila euro, acquistato grazie al finanziamento della Fondazione Bnl (Gruppo Bnp Paribas), è stato consegnato al dottor Cazzato e alla sua équipe ieri mattina, durante una conferenza stampa nella quale è stata anche effettuata una dimostrazione dell’utilizzo del nuovo ecografo su un giovane paziente.

«Dobbiamo stare al passo con i tempi – ha affermato il direttore dell’Unità operativa di Pediatria Salvatore Cazzato – ed evolverci nell’approccio culturale sui pazienti pediatrici, in termini di assistenza e di gestione della malattia. La nuova apparecchiatura ci consentirà di eseguire al letto dei piccoli malati ecografie con minori disagi per i bambini ricoverati. Si tratta di un utile strumento per migliorare la gestione delle esigenze del reparto e costituisce oramai una necessità per la diagnosi, il monitoraggio non invasivo e il trattamento di alcune malattie respiratorie, come alcuni ceppi di polmonite».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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