San Benedetto del Tronto: aggiornamento screening al 4 gennaio

11 i casi positivi al test antigenico rapido su 3.103 persone. Si andrà avanti fino a giovedì 7 gennaio

San Benedetto del Tronto, 4 gennaio 2021 – Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che l’operazione di screening Marche Sicure nella giornata di domenica 3 gennaio 2021 nel Comune di San Benedetto del Tronto ha rilevato un’adesione di 3.103 persone. Sono stati riscontrati 11 casi positivi. Complessivamente nella Regione Marche da venerdì 18 dicembre hanno aderito 77.972 persone con 469 casi positivi. In totale la percentuale di positività è pari allo 0,6% mentre la percentuale di adesione sulla popolazione target è del 24,6%. I casi positivi rilevati sono stati sottoposti al tampone molecolare.

Lo screening a San Benedetto del Tronto proseguirà fino a giovedì 7 gennaio. Le postazioni, operative dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00, giorni festivi compresi, sono allestite al Palariviera e al Palasport “Speca”. Possono aderire tutte le persone di età superiore ai 6 anni, residenti o che soggiornano a San Benedetto del Tronto per motivi di lavoro o studio.

IN CHE COSA CONSISTE

Viene utilizzato un sottile tampone simile ad un cotton fioc che viene delicatamente inserito nel naso o nella bocca. Il risultato è pronto dopo circa 15 minuti e viene comunicato direttamente sul telefono della persona sottoposta al test. In caso di esito positivo, con lo stesso messaggio si viene invitati a sottoporsi a tampone molecolare con l’indicazione di data, orario e luogo dove presentarsi per l’esame.

DOVE SI SVOLGE LO SCREENING

Sono state allestite postazioni al Palariviera e al Palasport “Speca”. Per accedere al test occorre esibire la Tessera Sanitaria.

CHI PUO’ PARTECIPARE

Possono aderire tutte le persone di età superiore ai 6 anni, residenti o che soggiornano a San Benedetto del Tronto per motivi di lavoro o studio. I minori devono essere accompagnati da un genitore e chi esercita la potestà genitoriale dovrà compilare un apposito modulo di autorizzazione

SCARICA E COMPILA IL MODULO

COME PARTECIPARE

Occorre prenotare un appuntamento scegliendo tra le date e gli orari disponibili. La prenotazione si può fare in due modi alternativi:

– collegandosi al sito www.cureprimarie.it e accedere alla sezione “Screening popolazione di San Benedetto del Tronto”

– scaricando sul proprio smartphone l’APP “Smart4you” da Apple Store o Play Store oppure leggere con la fotocamera del proprio smartphone il Qrcode pubblicato nella sottostante galleria di immagini. Quindi scaricare l’APP e seguire le indicazioni a partire dal tasto “Screening popolazione di San Benedetto del Tronto”.

E’ necessario tenere a portata di mano la tessera sanitaria propria e degli altri familiari per cui si intende prenotare l’appuntamento. E’ infatti possibile prenotare il test per sé e per un massimo di altre 3 persone.

CHI NON PUO’ PARTECIPARE ALLO SCREENING

  • Persone che hanno sintomi che facciano ipotizzare un’infezione da Covid-19
  • Persone attualmente in malattia per qualsiasi altro motivo
  • Persone in stato di isolamento per test positivo negli ultimi tre mesi
  • Persone attualmente in quarantena o in isolamento fiduciario
  • Persone che hanno già prenotato l’esecuzione di un tampone molecolare
  • Persone che eseguono regolarmente il test per motivi professionali
  • Minori sotto i 6 anni
  • Persone ricoverate nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie comprese le case di riposo pubbliche e private

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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