Oriano Mercante confermato segretario di Anaao Assomed Marche

Piero Ciccarelli e Leo Mencarelli consiglieri nazionali

Ancona, 26 maggio – Il decimo congresso di Anaao Assomed Marche, svolto ad Osimo, ha confermato il dott. Oriano Mercante nel ruolo di segretario regionale. I vice segretari saranno Daniele Fumelli e Roberto Gobbato. Vittorio Di Gregorio è stato designato al ruolo di Responsabile Amministrativo, Sara Fattori rappresenta la Dirigenza Sanitaria mentre Federico Maria Gioacchini è il delegato di Anaao Giovani.

Oriano Mercante, riconfermato segretario regionale di Anaao-Assomed Marche

I consiglieri delegati al Consiglio nazionale di Anaao Assomed per le Marche sono Piero Ciccarelli e Leo Mencarelli. Tutti gli eletti resteranno in carica per 4 anni. Gli altri consiglieri regionali designati sono: Pierpaolo Lamanna, Corrado Pantalone, Chiara Bartolini, Riccardo Luzi, Giuseppe Pupita, Alfredo Rossini, Mario Masella, Giorgio Tombesi, Silvana Zummo, Elisabetta Di Cristofaro, Marina Lombardello, Massimo Di Muzio, Ivano Mengoni, Chiara Ortenzi, Emilia Alfonsi, Virginia Casadei, Antonio Dottori, Benedetta Fabrizzi, Domenico Gabrielli, Sebastiano Golini, Antonio Leonardi, Mauro Mariottini, Mario Marinelli, Tiziana Pierangeli, Osvaldo Scarpino.

Osimo – Gli intervenuti al X congresso Anaao-Assomed Marche

Le elezioni per il rinnovo delle cariche sono avvenute in coda al convegno che ha fatto il punto sulle problematiche legali ed assicurative nell’attività professionale della dirigenza medica e sanitaria. L’applicazione della Legge Gelli-Bianco che ha invertito l’onere della prova ora a carico del paziente che si ritiene danneggiato dall’operato del medico, è stato tra i punti che lo stesso Amedeo Bianco, ex senatore, ha esposto nel corso del suo intervento al congresso.

«L’ampia partecipazione di molti colleghi e la sala piena – ha detto Oriano Mercante – evidenzia l’unità e la condivisione nelle posizioni che il sindacato ha portato avanti in questi anni – In contemporanea al nostro incontro – ha aggiunto il rieletto segretario – la Regione Marche ha convocato una conferenza stampa per la ricostruzione dei fondi contrattuali dell’azienda ospedali riuniti di Ancona sanando un’ingiustizia evidente che l’Anaao Assomed Marche ha spinto per risolvere».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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