Mirko Bilò: “passa da Ancona la via italiana per la lotta al cancro”

Il vicecapogruppo della Lega in Regione plaude all’attivazione di un protocollo d’avanguardia per la ricerca oncologica

Ancona, 3 febbraio 2022 – “La Sanità delle Marche fa passi da gigante nonostante le tante difficoltà in cui è costretta ad operare”. A sottolinearlo è il vicecapogruppo della Lega in Consiglio regionale Mirko Bilò intervenuto alla presentazione del protocollo di studio per la cosiddetta oncologia di precisione.

Ancona – da sx, il primario Arturo Pasqualucci, Mirko Bilò, Filippo Saltamartini assessore alla Sanità della Regione Marche, la dottoressa Rosanna Berardi, Michele Caporossi

«Ancona e il suo territorio – dice Bilò – storicamente terra di frontiera, possono vantare di essere uno dei sei avamposti italiani per la ricerca nelle cure oncologiche d’avanguardia, ad ulteriore testimonianza dell’eccellenza frutto del connubio tra Ospedali Riuniti ed Università Politecnica delle Marche».

Entrando nel merito, Bilò aggiunge: «La sperimentazione di nuovi farmaci oncologici, unita alla qualità delle specializzazioni presenti, consentirà ad Ancona e alle Marche di rafforzare il ruolo di polo di riferimento per il centro e il sud Italia. Doveroso l’augurio di buon lavoro alla dottoressa Rosanna Berardi e al suo team di ricercatori che affronteranno questa nuova sfida, e a tutto il personale sanitario che ha portato avanti, nel pieno dell’emergenza pandemica, cure letteralmente vitali per la popolazione marchigiana».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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