Marche – Confronto dei candidati Governatori sul Sistema Salute

Anaao Assomed Marche organizza un dibattito alla Mole Vanvitelliana sabato 5 settembre

Ancona, 1 settembre 2020 – Anaao Assomed Marche, sindacato di medici e dirigenti sanitari con oltre 400 iscritti, organizza un dibattito con i candidati alla presidenza della Regione Marche ad Ancona, sabato 5 settembre dalle ore 8.30, nell’auditorium Orfeo Tamburi della Mole Vanvitelliana.

Il tema dell’incontro è: Il Sistema Salute Marchigiano dopo il Covid-19. Ripensare le funzioni di territorio, ospedale e residenzialità.

All’incontro, parteciperanno i candidati governatori: Francesco Acquaroli (Coalizione di centrodestra), Sabrina Banzato (Vox Italia Marche), Alessandra Contigiani (Riconquistare l’Italia), Anna Rita Iannetti (Movimento tre V), Roberto Mancini (Dipende da Noi), Maurizio Mangialardi (Coalizione di centrosinistra), Gian Mario Mercorelli (Movimento 5 Stelle), Fabio Pasquinelli (Partito Comunista Italiano).

La partecipazione del pubblico è consentita previa prenotazione che potrà avvenire compilando l’apposita scheda sul sito internet: www.anaao.marche.org. Sarà obbligatorio l’uso della mascherina in sala per i partecipanti. All’ingresso sarà effettuata la misurazione della temperatura.

L’incontro sarà aperto dall’introduzione di Oriano Mercante, segretario regionale di Anaao Assomed, quindi si dipanerà su due sessioni. Le conclusioni saranno a cura di Costantino Troise, presidente nazionale di Anaao Assomed.

Oriano Mercante, segretario regionale del sindacato dei medici Anaao Assomed 

«L’obiettivo di questo incontro nasce dalla volontà dei medici e dirigenti sanitari – dice Mercante nell’invitare i colleghi alla partecipazione – di ribadire i principi di eguaglianza e universalità ai quali si ispira il SSN, ma anche la contrarietà di questo sindacato alla deriva che ha condotto a destinare parte delle risorse della sanità pubblica al privato convenzionato».

Il Coronavirus ha lasciato il segno. La Sanità regionale ha bisogno di essere rimessa in discussione con decisioni coraggiose. «L’emergenza Covid-19 ha evidenziato le criticità di un modello che va rivisto – conclude Mercante – e sul quale intendiamo ascoltare la voce dei candidati così da dare modo ai nostri iscritti di poter esercitare il proprio diritto di voto in piena consapevolezza. Noi medici e dirigenti sanitari non facciamo politica, ma dalle scelte di chi sarà chiamato alla guida del governo regionale dipende l’efficienza della sanità marchigiana. Nei confronti dell’amministrazione della stessa, non vogliamo e non dobbiamo tacere la nostra opinione di esperti nell’interesse della comunità».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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