Jesi/Ancona – A Villa Serena e Villa Igea lavoratori in agitazione

Ora è vietato usare cucinette e frigo per consumare cibo ad uso personale

Ancona, 9 giugno 2018 – Continuano gli interventi della nuova proprietà delle due importanti strutture sanitarie private, Villa Igea di Ancona e Villa Serena di Jesi contro il proprio personale.

L’ultimo, in ordine di tempo, è arrivato ieri, 8 giungo: un’ indigesta circolare interna  fa assoluto divieto ai dipendenti delle due strutture di: “utilizzare le cucinette dei reparti ed i frigoriferi per consumare qualsiasi cibo ad uso personale” adducendo come motivazione la necessità di “rispettare le leggi”, senza tuttavia precisare quali. L’ennesimo intervento, dunque, contro il personale.

Questo, accade dopo l’abbassamento degli stipendi deciso dai Petruzzi per tutti i dipendenti delle Marche, determinato dall’improvvisa decisione di disapplicare la circolare Aiop, tutt’ora vigente, che ne prevedeva il riconoscimento in conseguenza delle maggiori tariffe riconosciute dalla Regione Marche a copertura di maggiori di costi contrattuali in realtà mai sostenuti.

Senza scordare tutte le criticità che i lavoratori di Villa Serena sopportano, continuando a lavorare in condizioni di difficile convivenza con i lavori di ristrutturazione della casa di cura che l’azienda sta portando avanti, e che costringerebbero lavoratori e pazienti a sopportare per tutto il giorno fastidiosi rumori determinati da trapani e martelli pneumatici.

C’è stata poi la raffica di contestazioni disciplinari che hanno interessato e continuano ad interessare, molti lavoratori di Villa Serena per asserite irregolarità di tenuta delle cartelle cliniche. E non vanno dimenticati i ben 4 licenziamenti in tronco disposti dalla nuova proprietà.

Jesi – La casa di cura privata Villa Serena

Il tutto dopo aver sbandierato a tutti i dipendenti il riconoscimento di fantomatici benefit dei quali, al momento, non se n’è vista neppure l’ombra, e dopo aver profuso molte parole sull’intenzione di aprire una sala mensa dedicata ai dipendenti.

Quanto alla nuova circolare interna, è difficile immaginare che possano esserci legislazioni diverse per il personale della sanità pubblica, dove i lavoratori possono portare alimenti e snack da casa, custodirli in frigoriferi destinati ad esclusivo uso interno del personale, e “leggi” per i dipendenti dei Petruzzi ai quali è stato imposto prima di togliere le targhette che indicavano i frigoriferi ad uso interno del personale e, ora, anche di poter consumare qualsiasi tipo di cibo all’interno delle cucinette.

Difficile da condividere l’idea che un lavoratore possa stare per 10 ore del turno di notte (per fare un esempio), senza mangiare, o essere costretto a mangiare esclusivamente i prodotti distribuiti dalle macchine automatiche. O che in piena notte non possano farsi un caffè o consumare uno yogurt o po’ di frutta portata da casa.

Ancona – La casa di cura privata Villa Igea

I Petruzzi, inoltre, hanno vietato ai propri dipendenti l’accesso al bar “in divisa da lavoro”, come se gli operatori potessero svestirsi e poi rivestirsi, durante l’attività lavorativa, per poter accedere al bar e consumare velocemente un semplice caffè o un tramezzino.

La gestione delle risorse umane delle due strutture sembra sempre più mirata a generare malcontento e demotivazione. Moltissime le reazioni pervenute dai lavoratori per questa ulteriore restrizione da parte della proprietà.

«A questo punto – dichiara il segretario regionale della Fp Cgil Alberto Beltranichiederemo agli organi di competenza la verifica di tutte le norme su salute e sicurezza per tutti i cantieri interni delle strutture; e, al presidente della Regione Ceriscioli, una verifica degli standard di assistenza erogati e dei contingenti di personale in servizio, considerato che l’azienda continua ad utilizzare personale a scavalco tra le due strutture».

L’utile di esercizio, conseguito dalla Labor in questi ultimi anni, denota un ottimo stato di salute in un contesto di continui incrementi di posti letto e di risorse pubbliche assegnate dalla Regione.

A cosa serve continuare a stressare ulteriormente i rapporti con le proprie maestranze?

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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