Asur Marche – Sorveglianza bambini da 0 a 2 anni

Parte l’indagine epidemiologica sui primi mille giorni di vita e la campagna di promozione della salute ‘Genitori più’

Ancona, 22 giugno 2022 – Interviste a tutte le mamme presso i centri vaccinali a partire da questo mese e per tutta la durata della rilevazione. Ai nastri di partenza questa nuova iniziativa coordinata dalla UOS Epidemiologia – UOC Ambiente e Salute del Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 2.

L’indagine abbraccia i primi mille giorni di vita (compresi tra il concepimento ed il secondo anno di vita) che rappresentano la fase in cui si pongono le basi per lo sviluppo e la salute psico-fisica dell’intero arco della vita dell’individuo e la fase in cui interventi precoci di promozione della salute sono fondamentali affinché «l’adulto di domani» possa sviluppare appieno le proprie potenzialità.

Riparte dunque in questi giorni di giugno la ‘Sorveglianza bambini 0-2 anni’ e la contestuale campagna ‘Genitori Più’ nella nostra regione; l’Agenzia Regionale Sanitaria Marche ha individuato nella UO Epidemiologia dell’AV2 il coordinamento del percorso. Con la collaborazione dei Dirigenti dei Dipartimenti di Prevenzione e dell’impegno degli operatori dei servizi vaccinali saranno coinvolti tutti i centri vaccinali delle cinque Aree Vaste dell’ASUR.

La Sorveglianza Epidemiologica “Bambini 0-2 anni di vita” ha come obiettivo il monitoraggio del grado di conoscenza dei genitori circa i comportamenti corretti (determinanti di salute) da svolgere nei “primi 1000 giorni di vita” del bambino quali: l’assunzione di acido folico fin dal periodo periconcezionale, l’allattamento al seno, il consumo di tabacco e alcool in gravidanza e in allattamento, la posizione dei bambini nella culla, la lettura ad alta voce ai bambini e la loro non esposizione a schermi, la sicurezza in casa e durante il trasporto in automobile e l’intenzione di sottoporli alle vaccinazioni previste dal calendario vaccinale.

Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno avviato dal 2013, con alcune Regioni, un progetto pilota a partire dal Programma “Genitori Più”. L’ASUR Marche e l’Agenzia Regionale Sanitaria hanno aderito al percorso sin dall’inizio e l’Area Vasta 2 si è posta come capofila regionale. I dati vengono pubblicati periodicamente sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità:

(https://www.epicentro.iss.it/sorveglianza02anni/).

Ogni edizione si è conclusa con convegni nazionali e regionali aperti a tutti gli operatori sanitari e sociali impegnati nell’area della prima infanzia. L’iniziativa è anche collegata al Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, che comprende il Programma “I primi 1.000 giorni di vita”

Il Report conclusivo dell’edizione 2018-2019 della Sorveglianza Bambini 0-2 anni nelle Marche mostra che il 92,4% delle mamme ha assunto acido folico in occasione della gravidanza, ma soltanto il 18,5% lo ha fatto in maniera appropriata, cioè da prima del concepimento fino al terzo mese di gravidanza.

Il 5,9% delle mamme ha dichiarato di aver fumato in gravidanza e il 28,2% ha riferito di aver consumato bevande alcoliche almeno 1-2 volte al mese durante la gravidanza. I bambini allattati al seno in maniera esclusiva a 4-5 mesi di età sono stati il 39,9%, mentre a 12-15 mesi continua a ricevere latte materno il 36,4% dei bambini.

I bambini che passano del tempo davanti a TV, computer, tablet o telefoni cellulari sono il 29,1% sotto i 6 mesi di età e il 68,0% sopra l’anno di età, mentre non è mai stato letto un libro nella settimana precedente l’intervista al 38,2% dei bambini di 6-12 mesi e al 25,1% sopra i 12 mesi. Il 27,6% delle mamme mette a dormire il proprio bambino in una posizione diversa da quella raccomandata (cioè a pancia in su) e il 26,9% ha dichiarato di avere difficoltà nell’uso del seggiolino in auto. Il ricorso a personale sanitario per incidenti domestici occorsi al bambino ha interessato il 16,6% delle mamme.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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