Ancona – Revisione delle tariffe del SSN

Convegno nazionale lunedì 21 e martedì 22 ottobre per l'analisi dei costi standard. Partecipano Ceriscioli, la Mancinelli e il Rettore UnivPM Sauro Longhi

Ancona, 20 ottobre – Presso l’Auditorium Sandro Totti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, il 21 e 22 ottobre, importante evento organizzato da Nisan: il 9° Convegno Nazionale N.I.San, Network Italiano Sanitario per la condivisione dei costi standard, focalizzato sul tema “Sistemi tariffari del Sistema Sanitario Nazionale e dei Sistemi Regionali”.

Il convegno sarà utile per mettere a confronto le esperienze di aziende provenienti da regioni differenti, sul tema dell’efficienza nell’erogazione delle prestazioni di ricovero ospedaliero e vedrà gli interventi del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, del Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi e del direttore generale dell’A.O.U. Ospedali Riuniti Michele Caporossi.

La discussione verterà, in particolare, su come adeguare gli attuali sistemi di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in riferimento agli effettivi costi standard rilevati da 34 soggetti tra cui aziende Usl, istituti e aziende ospedaliere.

Lunedì 21, inizio dei lavori previsto per le ore 13.45 con la registrazione dei partecipanti; martedì 22 ottobre inizio dibattito dalle ore 9.15.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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