Ancona – Il prof. Andrea Giovagnoni membro effettivo dell’ISS

Recentemente eletto anche Presidente nazionale del Sirm, Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica

Ancona, 8 gennaio 2021 – Con la prima riunione di insediamento tenutasi il 4 gennaio 2021, è entrato nella piena funzionalità il nuovo Comitato Etico dell’Istituto Superiore di Sanità che vede il professore  Andrea Giovagnoni, ordinario di Radiologia dell’Università Politecnica delle Marche e direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, partecipare quale membro effettivo per il prossimo triennio.

Il professore Andrea Giovagnoni

Il Comitato Etico, presieduto dal dottor Carlo Petrini, direttore dell’Unità di bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità e composto da 19 membri (di cui 7 di Università italiane) di varie discipline ed estrazione culturale e religiosa, avrà il compito di valutare progetti di ricerca con valenza nazionale e/o internazionale e studi di prevalente interesse epidemiologico, osservazionali, inerenti materiale biologico e trapianti, raccordandosi con le altre emanazioni interne dell’ISS per le specifiche competenze e necessità.

«Credo che questa nomina sia una importante occasione di crescita professionale e umana ma soprattutto – afferma il professor Giovagnoni – in questo complicato periodo, un tangibile riconoscimento del lavoro che si sta svolgendo nel nostro Ateneo».

Gian Luca Gregori, Rettore Univpm

Il Rettore dell’Univpm, professore Gian Luca Gregori, si è congratulato con Andrea Giovagnoni per l’importante riconoscimento ottenuto che premia le competenze scientifiche dimostrate in molteplici occasioni.

Lo stesso Giovagnoni è stato eletto recentemente Presidente nazionale del Sirm, Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, che è la più grande società scientifica italiana che annovera fra i membri più di 11.000 medici radiologi.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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