Progetti personalizzati di Vita Indipendente anno 2019

Riservati a persone con disabilità grave

Loreto, 9 gennaio 2019 – La delibera di Giunta regionale n. 1696/2018 tratta della possibilità di fare domanda per il contributo regionale relativo ai progetti di Vita Indipendente riservato a persone con disabilità grave individuate ai sensi del comma 3 della legge 104/92.

L’intervento, personalizzato e finalizzato alle necessità individuali, si inserisce nel “Progetto globale di vita” e deve consentire alla persona con disabilità di vivere nella più ampia autonomia nei contesti famigliare, scolastico, formativo, lavorativo, sociale e di compiere le azioni che la disabilità impedirebbe nonostante l’utilizzo di ausili tecnici.

Scadenza domande:

  • 14 gennaio 2019per le persone con disabilità beneficiarie del contributo regionale di cui alla dgr n. 1360/2017, per la conferma o l’eventuale rinuncia a dare continuità al proprio progetto personalizzato per i mesi gennaio/maggio 2019. L’istanza va presentata alla Regione Marche, Servizio Politiche sociali e sport;
  • 21 gennaio 2019 per i nuovi richiedenti interessati ad avviare un percorso di vita indipendente ai sensi della l. r. 21/2018 e della dgr 1696/2018. L’istanza per il “Progetto personalizzato” va presentata all’Unità Multidisciplinare dell’ASUR/AV2

Per informazioni  

Assistente sociale dott.ssa Jessica Luchetta; telefono: 071.7505681; e-mail: servizisociali.loreto@regione.marche.it

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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