Ospedale, per Loreto Libera inapplicato il piano sanitario

Castagnani: “Un Punto di Intervento Immediato che sia efficiente e garantisca sicurezza per pazienti e personale sanitario. Si riapra inoltre la sala operatoria”

Loreto, 26 luglio 2020 – “Si rilanci il Santa Casa per gli acuti – si aumentino le attrezzature e i posti letto – si ritorni alla chirurgia di un tempo e a un nuovo parco diagnostico per la Radiologia”.

Questi, in sostanza, i punti contenuti nell’interrogazione della lista civica Loreto Libera capeggiata da Cristina Castellani e depositata in Comune. Dove si chiedono spiegazioni su recenti riunioni avvenute presso l’Ospedale di Loreto. Per Gianluca Castagnani, da anni impegnato a difesa dell’ospedale Santa Casa: «Occorre massima trasparenza, siamo in campagna elettorale e le promesse non servono più, chi ha avuto il potere di agire poteva farlo prima e non demagogicamente a due mesi dal voto».

Gianluca Castagnani e Cristina Castellani di Loreto Libera

Massima trasparenza, dunque, è quello che chiede la lista Loreto Libera con questa interrogazione. Dove si evidenzia il fatto risalente al 2018 quando fu votata all’unanimità in Consiglio comunale  una mozione presentata dalla stessa lista, alla quale era seguita anche un’audizione del Sindaco presso la Commissione Sanità della Regione Marche.

D’altro canto, già nel periodo di emergenza da Covid-19 Castagnani  era intervenuto sulla questione del Santa Casa proprio per quanto stava succedendo a livello nazionale e regionale. Sostenendo che le acuzie di una minore complessità dovevano tornare ad essere gestite a Loreto senza perdere neppure un minuto: «I pazienti che fortunatamente non sono stati colpiti dal Covid devono avere la possibilità di ricorrere alle sacrosante cure in un Ospedale – aveva dichiarato già durante la fase 1 della pandemia – che ha una adeguata struttura e che necessita di un’attenzione particolare per la “medicina” e per la gestione degli acuti. Abbiamo una sala operatoria nuova di zecca ma inspiegabilmente ferma. Occorre un veloce riattivazione con interventi di piccola e media chirurgia, facendo ritornare o fornendo ex novo quelle attrezzature che sono state portate presso un altro Ospedale».

Loreto: Ospedale Santa Casa

Ora, con il fatto che  il Piano Sanitario prevede un Punto di Intervento Immediato, per Castagnani:  «questo deve esserlo senza mettere a rischio l’operatività di medici ed infermieri, con le attività collaterali fondamentali e le attrezzature diagnostiche adeguate. Pensare di portare ancora un anziano sino a Jesi per alcuni controlli e farlo tornare non è proprio un atto di prevenzione coi fiocchi, e contrasta con le norme di prevenzione e appropriatezza oltre che con il buon senso».

Un’altra questione è quella del personale e delle recenti assunzioni d’urgenza dovute alla particolare situazione. «Temi che devono far agire l’Amministrazione e la politica che governa – sottolinea Castagnani – attuando un maggior turn over e ampliando nel concreto la pianta organica, senza contratti limitati nel tempo ma adeguati a questo contesto sanitario».

Ora che i soldi ci sono per affrontare l’emergenza, Castagnani sostiene che vanno ripartiti tutti “in trincea”: «Devono andare a chi lavora sul campo e si prodiga in questa situazione, non per  altri aspetti in questo momento anacronistici. Occorre rendere disponibili i farmaci in modo adeguato, i materiali anche strumentali di uso frequente degni del 2020 e non, mi si passi il termine, dell’anteguerra. Mi piacerebbe che il Sindaco facesse suo questo appello, dal momento che è la massima autorità sanitaria cittadina. Basta con le gestioni puramente aziendali – conclude Gianluca Castagnani – la popolazione ha diritto ad altro, si ritorni alla salute per tutti all’interno delle strutture pubbliche come il nostro Ospedale. Ci voleva il Coronavirus per darsi una scrollata? La politica si svegli e non lo faccia solo al momento del voto».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Complimenti graditi che si fanno denuncia

Ginesi si complimenta per il mio E-book “Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi”: e lancia un monito a non abbassare la guardia


6 agosto 2020 – A distanza di due giorni dall’uscita del mio E-book Covid-19, il virus che ci ha insegnato ad abbracciarci con gli occhi il professor Armando Ginesi (foto), che con i suoi scritti in esso pubblicati ha contribuito a rendere completo, esaustivo e certo migliore, mi scrive una lettera che voglio condividere con i lettori. Un po’ per narcisismo professionale: troppo gratificante il suo giudizio per tenerlo solo per me; un po’ perché, puntuale come sempre, Ginesi ci riporta alla nuda e cruda realtà di questi giorni che vede salire di nuovo la curva dei positivi da Covid-19, e scendere in modo preoccupante l’età dei ricoverati nelle terapie intensive: sono sempre di più i giovani colpiti dal virus. Mi scrive Ginesi:

“Carissimo amico,
ho letto tutto. Complimenti. Lei ha prodotto un documento di straordinario interesse, ricchissimo di dati (sono quelli che più contano). Mi auguro venga acquistato quanto più possibile dalle persone raziocinanti, soprattutto da coloro che credono di aver vinto la guerra, mentre abbiamo solo, a grave prezzo ma con indubbie intelligenza e abnegazione, vinto una battaglia.

Perché il nemico non è stato sconfitto, è lì, in agguato, pronto ad approfittare della nostra insipienza e della nostra tendenza alla spensieratezza, a quel mandolinismo che tanti nel mondo, e non del tutto ingiustamente ci rimproverano, perché suonato anche quando le cose sono serie e bisognerebbe rispondere con ben altri atteggiamenti.

Abbiamo conosciuto un momento esaltante di solidarietà, di intelligenza pratica, di onestà sociale e, diciamolo senza tema di apparire retorici, di eroismo. Mi riferisco soprattutto ai comportamenti straordinariamente altruistici di medici, infermieri, personale sanitario in genere, volontari, forze dell’ordine, di tutti coloro che, a vario titolo,maggioranza della popolazione civile compresa sono stati impegnati nel combattere l’infame e perfido nemico.

Ma adesso attenzione, perché la tensione si è allentata, le maglie comportamentali sono diventate molto, troppo, più larghe, l’andamento della classe politica e dei legislatori in specie si è fatta ancora più sbilenca, contraddittoria: nel mondo della produzione, del commercio (non di tutto), della pubblica amministrazione, dei trasporti, si pretendono giustamente comportamenti di cautela, mentre nel variegato universo  del divertimento e in parte di quello del trasporto (figli e figliastri) si consente tutto il contrario, non vedendo o facendo finta di non vedere, non si sa se per  connivenza o per schizofrenia.

Il suo libro è utilissimo per riflettere. Che è quanto non si fa in questo Paese da lunapark. E grazie per l’inserimento dei miei scritti sul tema o su argomenti afferenti. Dio solo sa quanti insulti mi hanno procurato.

In bocca al lupo e buon lavoro. Di questa stampa che parla chiaro c’è bisogno in Italia e nel mondo”.

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