Mozione della civica SiAmo Loreto che torna sull’Ospedale Santa Casa

Castagnani e Castellani: “In emergenza Covid si potenzino le cure intermedie e la diagnostica. L’ospedale di Loreto ha tutti i parametri per un punto di primo intervento”

Loreto, 24 dicembre 2020 – Presentata in Comune una mozione della lista civica SiAmo Loreto che ha per oggetto la situazione attuale dell’Ospedale di Loreto. L’atto intende impegnare il Consiglio comunale nel chiedere alla nuova Giunta regionale, tra le altre cose, il rispetto delle delibere emesse nelle ultime due legislature ma in alcuni casi non ancora applicate.

Il redattore della mozione, Gianluca Castagnani, ricorda proprio le iniziative dell’allora sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini per il proprio Ospedale. «Ora che è divenuto assessore regionale alla Sanità – sottolinea Castagnai – confidiamo nella sua sensibilità per quegli ospedali che, nonostante avessero i parametri in regola per mantenere alcune specializzazioni ed un punto di primo intervento, sono stati invece declassificati, con una situazione attuale che è davanti agli occhi di tutti».

La lista civica della capogruppo Cristina Castellani ricorda l’approvazione di una delibera del Consiglio comunale di Loreto, votata all’unanimità in data 26 febbraio 2019, e scaturita da una mozione della lista civica Loreto Libera del 28 novembre del medesimo anno, nella quale si chiedeva il ripristino di alcuni servizi previsti da vari atti della Giunta regionale: “tali servizi sono rimasti sempre e solo “sulla carta”.

«Con questo atto torniamo alla carica – insiste Castagnani – perché abbiamo letto che col nuovo Piano socio-sanitario qualcosa per le realtà come il nostro ospedale dovrebbero cambiare. Non sono molto fiducioso però – prosegue il consigliere di SiAmo Loreto – perché non capisco come si potrà far coincidere il nuovo Piano sanitario con il Documento Economico Finanziario che il Consiglio regionale sta per votare e che stabilisce cose diverse. La mano destra non sa cosa fa la sinistra?», si domanda Castagnani.

Loreto: Ospedale Santa Casa

«Ricordiamo inoltre – interviene Cristina Castellani – che nell’ordine del giorno approvato all’unanimità nel febbraio 2019, e inviato alla Regione Marche, si chiedeva la ricostituzione di un Punto di Soccorso “con adeguati servizi connessi e posti letto dedicati e di personale medico H24 specializzato in medicina del soccorso”. Nello stesso atto si chiedeva il ripristino della Tac donata dall’allora Arcivescovo Macchi, la dotazione o la sostituzione di apparecchiature come ortopantomografo, mammografo dotato di tomosintesi, e così via. Ulteriore importante richiesta era rivolta ad avere un servizio di anestesiologia H24, anche a supporto del punto di soccorso, il ripristino della funzionalità della sala operatoria per piccoli interventi chirurgici di ortopedia e dermatologia, l’attivazione di ambulatori di nefrologia e urologia, una neurologia con elettroencefalogramma ed elettromiografo, il consolidamento e lo sviluppo del centro di diagnosi prenatale attraverso un incremento di personale medico-ostetrico e di apparecchiature adeguate».

«Molti di questi punti – conclude Castagnani – li ribadiamo con la presente mozione anzi, in situazione di emergenza Covid la Regione deve potenziare le cure intermedie con adeguata deroga di posti letto e con personale medico della medicina territoriale di Area Vasta e dell’emergenza-urgenza. Se la Regione ora afferma che “va potenziata l’offerta del livello assistenziale ospedaliero con una maggiore attenzione all’organizzazione delle cure per i pazienti fragili in fase di riacutizzazione” essa deve passare dalle troppe parole finalmente ai fatti concreti».

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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