Un saturimetro per le famiglie in isolamento domiciliare

Iniziativa concreta dell’Amministrazione per fornire un utile dispositivo

Castelfidardo, 10 dicembre 2020 – Un saturimetro in ogni casa in cui c’è un “positivo” da coronavirus in famiglia: è l’iniziativa adottata dall’Amministrazione comunale che in questa prolungata e delicata fase di difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, ritiene opportuno intervenire in prima persona per donare uno strumento estremamente utile a quanti sono sottoposti al regime di isolamento domiciliare obbligatorio a causa del Covid-19.

Saturimetro

«Il saturimetro è uno strumento straordinariamente funzionale per valutare l’eventuale compromissione respiratoria in quanto permette di misurare il grado di saturazione di ossigeno nel sangue: ne è auspicabile la presenza in ogni casa, al pari del termometro. Con tale dispositivo, infatti, si può monitorare la situazione, misurando quotidianamente il parametro al fine di comunicarlo, all’occorrenza, al personale sanitario», spiegano il sindaco Roberto Ascani e il vicesindaco con delega alla Sanità Andrea Marconi.

Castelfidardo – Il sindaco Roberto Ascani ed il suo vice Andrea Marconi con delega alla Sanità

L’utilizzo del saturimetro è molto semplice: basta attaccarlo ad un dito, avendo cura, prima di procedere alla rilevazione, di scaldare le dita; sfregando le mani se ne può aumentare la temperatura così da ottenere risultati affidabili. La distribuzione a domicilio parte da venerdì 11 dicembre a cura dei volontari del gruppo comunale di Protezione civile nel rispetto dei protocolli per il distanziamento e la sicurezza.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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