L’eccellenza dell’Ambulatorio infermieristico avanzato

Inaugurato presso il presidio fidardense il nuovo servizio a disposizione di tutti

Castelfidardo – Il taglio del nastro affidato a Patrizia Bilò, vedova del dottor Giancarlo Gioacchini, a significare l’attenzione, l’ascolto e la centralità del paziente; la partecipazione dei vertici sanitari regionali, dei dirigenti dell’Area vasta 2, dei medici di famiglia e dello staff infermieristico a testimoniare il lavoro d’equipe e la trasversalità di un progetto che parte dal basso, dai bisogni quotidiani; la presenza delle massime autorità comunali a manifestare l’orgoglio e la gratitudine del territorio, la benedizione del Vescovo Spina, per la prima volta a Castelfidardo, per sottolineare come “cerimonie di questo tipo siano motivo di gioia, serenità e nuove prospettive di salute in un luogo di sostegno ed accompagnamento”.

Castelfidardo – Patrizia Bilò inaugura l’ambulatorio infermieristico avanzato

Attivo sin dal luglio scorso, ha già erogato oltre duemila prestazioni ed è destinato a divenire un punto di riferimento: ufficialmente inaugurato stamattina presso il presidio di via XXV Aprile, l’ambulatorio infermieristico avanzato, prima sperimentazione nelle Marche di un modello organizzativo che intende rafforzare prossimità, prevenzione e livelli assistenziali nelle cure di tutti i giorni.

L’accesso è regolato tramite impegnativa del medico di famiglia, gli orari vanno dalle 8.00 alle 14.00 dal lunedì al sabato. “Un percorso iniziato dai medici di famiglia, un punto di partenza per offrire un servizio al cittadino, specie quello affetto da patologie croniche, tramite una gestione di competenza infermieristica che si caratterizza per coordinamento, continuità, presa in carico ed accessibilità”, hanno spiegato il medico coordinatore Gianna Giuliani, il coordinatore infermieristico Giuseppino Conti, l’infermiera referente Anna Canestrale.

Castelfidardo – Le autorità intervenute all’inaugurazione

L’ambulatorio risponde a bisogni complessi e semplici, assicurando prestazioni che non sono coperte da strutture limitrofe: dalla medicazione delle ferite e ulcere infette, non infette, vascolari, lesioni della cute all’assistenza fleboclisi; dalla somministrazione di terapie intramuscolari, sottocutanee ed endovenose, al bendaggio e alla rimozione dei punti di sutura; dal posizionamento del catetere vescicale alla medicazione tracheo-uro-ileo-colonstomia, oltre all’utilizzo di device e alla rilevazione dell’indice Abi con utilizzo del minidoppler donato dal locale gruppo Avis.

Fra gli interventi delle autorità, il sindaco Roberto Ascani ha rimarcato l’importanza di “disporre di personale altamente qualificato che dà priorità alla persona”, mentre il direttore dell’Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua rispondendo alle criticità recentemente riscontrate al Cup, ha annunciato il rimpiazzo di quattro amministrativi e l’inserimento di un logopedista per “fare in modo che una struttura vitale come questa rimanga tale”. Dal direttore generale Asur Alessandro Marini e dalla direttrice del servizio salute Lucia Di Furia, l’apprezzamento per un modello organizzativo di proattività che anticipa i tempi, così come il Country Hospital fidardense aveva fatto venti anni fa.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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