Torna a Sirolo il Progetto Petali di Luce

Incontri settimanali dedicati alla terza età per far conoscere e praticare tecniche di rilassamento e percorsi consapevolezza

Sirolo, 3 ottobre 2019 – Dopo il successo del primo anno, tornano lunedì prossimo, 7 ottobre, gli incontri settimanali di Petali di Luce, il progetto dedicato alla terza età dell’Associazione culturale sirolese La Via del Loto, nato da un’idea dell’operatrice olistica Rosetta Rinaldi.

Per un’ora alla settimana, quattro operatrici del benessere metteranno a disposizione le proprie competenze come utili supporti al benessere personale, per affrontare con maggior serenità le situazioni particolari che possono comparire durante la terza età.

Sirolo – Rosetta Rinaldi, fondatrice dell’Associazione La via del Loto

Gli incontri, rivolti a uomini e donne dai 60 anni in su, saranno un’occasione per conoscere e praticare tecniche di rilassamento e percorsi consapevolezza attraverso semplici attività che da secoli aiutano le persone a stare bene. Tante le attività proposte: ginnastica dolce, esercizi di respirazione, automassaggi, meditazioni guidate, mandala, campane tibetane, disegni a mano libera, riciclo creativo, piccoli lavoretti manuali per le feste, momenti di ascolto e tanto altro.

«Rilassarsi, meditare e stare in compagnia – ha spiegato Rosetta Rinaldi, membro fondatore dell’Associazione La Via del Loto – aumenta le funzionalità dell’organismo e migliora le performance psichiche ed intellettive. Si attenuano i sintomi ansiosi, migliora il ritmo sonno-veglia, il tono dell’umore e migliorano la prestazioni intellettive. È stato così per le numerose partecipanti che hanno frequentato gli incontri del primo ciclo. I risultati sono stati davvero ottimi, un successo che ha confermato l’alta qualità del progetto che intendiamo riproporre anche quest’anno».

Ancora una volta, dunque, le operatrici Rosetta Rinaldi, Gigliola Gigli, Agnese Mengarelli e Laura Rinaldi, ognuna con la propria formazione olistica, cercheranno di dare sostegno, conforto, comprensione e un pizzico di allegria agli anziani del territorio. Il tutto in un clima di amicizia e ascolto.

Gli incontri del Progetto Petali di Luce sono a cadenza settimanale, ogni lunedì dalle 17 alle 18.15, presso il Centro pastorale di San Lorenzo in Via Diaz a Sirolo. Per poter partecipare è necessario iscriversi alla locale associazione La via del Loto, aderente al circuito Conacreis (quota annuale, 20 euro). Non ci sono tariffe, ad ogni incontro è possibile lasciare un’offerta libera e consapevole per le spese della stanza e del materiale utilizzato. Si consiglia di presentarsi agli incontri con abiti e scarpe comodi.

Contatti:

Rosetta Rinaldi – Membro fondatore Associazione La Via del Loto: 328 0193686

petalidiluce2018@gmail.com

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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