Consigli olistici sotto l’ombrellone#2 – Automassaggio plantare

Anche in spiaggia possiamo pensare alla nostra salute

Sirolo, 5 luglio 2018 – Continuano i consigli ai lettori di Rosetta Rinaldi, operatrice olistica in collaborazione con l’associazione culturale La Via del Loto di Sirolo. Questa volta, parliamo dei nostri piedi. Essi rappresentano la nostra stabilità nella vita, la sicurezza, la forza di affrontare situazioni in modo sicuro se ben radicati.

Ci sono molte tecniche per lavorare sul benessere interiore visualizzando alberi, radici, frequenze herz, colori, suoni… eppure i piedi sono  una parte del corpo che quasi non consideriamo. Nei massaggi orientali sono ritenuti molto importanti perché ricchi di aree e punti sensibili collegati a varie parti del corpo, oltre ad essere attraversati da settemila terminazioni nervose chiamate meridiani energetici.

Ogni zona del piede è collegata ad una terminazione nervosa che, se massaggiata attraverso un punto riflesso, potrebbe portare profondi cambiamenti nel nostro corpo psico-fisico emozionale.

Ne cito alcuni:

– disintossicazione da tossine e scorie, avvertite spesso con tensioni e dolori fisici

– miglioramento della circolazione sanguigna con aumento di ossigeno nelle cellule.

– calma della mente da troppi pensieri inutili

– equilibrio energetico lungo i meridiani.

PROCEDIMENTO

– Inizia a massaggiare il piede destro con entrambe le mani sia sul dorso che sulla pianta riscaldandolo per prepararlo ai passaggi successivi.

– Ruota le dita una ad una prima in un senso poi nell’altro, dopodiché allungale verso l’alto e muovile avanti e indietro.

– con la mano chiusa a pugno massaggia tutta la pianta del piede compresa la parte laterale interna ed esterna (questi ultimi due punti rappresentano la colonna vertebrale, potresti trarne beneficio in quella zona).

– massaggia la zona dei cuscinetti (la parte sotto le dita),in modo molto delicato.

– scendi ora nell’arco plantare usando il pugno e ruotandolo avanti e indietro.

– massaggia il tallone con una pressione decisa.

– massaggia tutto il piede con entrambe le mani.

Prima di passare all’altro piede, rimani in ascolto delle sensazioni che provi tra il piede massaggiato e l’altro. Ti accorgerai che tutto il corpo è rilassato. Il respiro si calma, tutto fluisce in modo calmo e sereno.

Passa ora a massaggiare il piede sinistro. Namasté.

 

di Rosetta Rinaldi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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