Consigli olistici #8: il rientro dalle vacanze

Al mattino, appena svegli, prendetevi cura del vostro corpo

Sirolo, 12 settembre 2018 – Il rientro dalle vacanze estive è sempre un momento poco piacevole. Il ricordo delle giornate in spiaggia, l’abbronzatura, il dolce far niente che hanno accompagnato le ferie rimangono sempre e comunque un bel ricordo.

Poi immancabilmente al ritorno ritroviamo la nostra cara ansia, pronta ad attenderci. Possiamo comunque iniziare a prenderci cura di noi stessi con semplici esercizi utili a farci ritrovare la serenità e il buonumore.

Intanto al mattino appena svegli, prima di scendere dal letto, è importante prendersi cura del proprio corpo per alcuni minuti, ascoltando le parti a contatto con il materasso. Basteranno davvero pochi minuti per ricaricarsi energeticamente. Anche controllare il flusso del respiro è una tecnica molto importante, risolve tanti problemi legati all’ansia e a tutti i vari disturbi fisici collegati ad essa.

Fatto questo, non resta altro che alzarsi e iniziare a stiracchiarsi lentamente portando l’attenzione all’interno del corpo. Il ringraziamento e la gratitudine alla vita genera energia positiva; una vola terminati gli esercizi di respirazione e consapevolezza del corpo, ringraziate per le cose di cui siete grati. Il ringraziamento può essere diretto a qualsiasi cosa o persona che vi renda felice.

E arriva il momento della colazione disintossicante con lo smoothie detox. Lo smoothie verde per esempio, è un ottimo antiossidante: 2 mele verdi, 3 gambi di prezzemolo, mezzo limone, 2 gambi di sedano e una spolverata di zenzero.

Dopodiché, siete pronti per iniziare la giornata! Namastè

 

di Rosetta Rinaldi                                                                                                                                   operatrice olistica in collaborazione con l’associazione culturale La Via del Loto

 

 


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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