Consigli olistici #8: il rientro dalle vacanze

Al mattino, appena svegli, prendetevi cura del vostro corpo

Sirolo, 12 settembre 2018 – Il rientro dalle vacanze estive è sempre un momento poco piacevole. Il ricordo delle giornate in spiaggia, l’abbronzatura, il dolce far niente che hanno accompagnato le ferie rimangono sempre e comunque un bel ricordo.

Poi immancabilmente al ritorno ritroviamo la nostra cara ansia, pronta ad attenderci. Possiamo comunque iniziare a prenderci cura di noi stessi con semplici esercizi utili a farci ritrovare la serenità e il buonumore.

Intanto al mattino appena svegli, prima di scendere dal letto, è importante prendersi cura del proprio corpo per alcuni minuti, ascoltando le parti a contatto con il materasso. Basteranno davvero pochi minuti per ricaricarsi energeticamente. Anche controllare il flusso del respiro è una tecnica molto importante, risolve tanti problemi legati all’ansia e a tutti i vari disturbi fisici collegati ad essa.

Fatto questo, non resta altro che alzarsi e iniziare a stiracchiarsi lentamente portando l’attenzione all’interno del corpo. Il ringraziamento e la gratitudine alla vita genera energia positiva; una vola terminati gli esercizi di respirazione e consapevolezza del corpo, ringraziate per le cose di cui siete grati. Il ringraziamento può essere diretto a qualsiasi cosa o persona che vi renda felice.

E arriva il momento della colazione disintossicante con lo smoothie detox. Lo smoothie verde per esempio, è un ottimo antiossidante: 2 mele verdi, 3 gambi di prezzemolo, mezzo limone, 2 gambi di sedano e una spolverata di zenzero.

Dopodiché, siete pronti per iniziare la giornata! Namastè

 

di Rosetta Rinaldi                                                                                                                                   operatrice olistica in collaborazione con l’associazione culturale La Via del Loto

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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CAOS DEL GIORNALISMO – CASTE DELL’INFORMAZIONE

12 novembre 2018 – Editori di giornali, giornalismo e giornalisti nell’occhio del ciclone in Italia. Una categoria, quella dell’informazione nostrana, che un po’ rispecchia l’andazzo della Nazione e dove da tempo occorrerebbe mettere mano. Con il Governo attuale pronto a farlo come i 5stelle e Di Maio hanno preannunciato.

Caos è il primo termine che mi esce dalla penna, con tutto il rispetto verso i vari attori della commedia. Dove, a proposito di teatro, i vari registi mettono in scena la stessa rappresentazione ma interpretandola ognuno a modo proprio. Una scenografia da teatro dell’assurdo disegnata su più livelli dove, a farla da padrone, ci sono in primis gli editori e in secundis i profitti. Con quel diavolo di Godot (l’informazione seria e professionale), che tutti aspettano ma che non arriva mai.

Traduciamo. Gli editori, che hanno la cassa in mano, pagano otto euro a pezzo (spese comprese) alla stragrande maggioranza dei giornalisti. Facciamo due conti. Per arrivare a guadagnare uno stipendio di 1.200 euro, il poveretto dovrà scrivere 150 pezzi in un mese. Sono cinque articoli al giorno per 30 giorni. E questo significa che o fai tanti copia-incolla o non ce la fai.

Contributi statali alla carta stampata? Ammontano ad oltre 52milioni di euro l’anno (dati 2017). Avvenire, 5,9 mln; Italia Oggi 4,8; Libero 3,7; Il Manifesto 3 mln; Quotidiano del Sud 2,8, per citare i primi 5. Con i periodici della Chiesa che la fanno da padrone e con finte cooperative create ad hoc per poterli incassare. Forse caos non è il termine adatto.

Giornalisti schierati? Certo, tutti quelli che scrivono per testate schierate o di proprietà di partiti politici. Se non sei d’accordo, o cambi giornale o cambi mestiere. Tanti si allineano.

L’Odg, l’ordine nazionale dei giornalisti, tutto questo lo sa benissimo ma si limita a pretendere 120 euro l’anno come quota associativa da parte degli iscritti. Da tutti, compresi quelli, la maggioranza, che a 1.200 euro al mese non arriveranno mai. E lo sa benissimo anche la Fsni, il sindacato unitario dei giornalisti che a loro nome firma i contratti nazionali di categoria. Lo sa la Fieg, federazione editori giornali, e l’Usigrai, sindacato giornalisti Rai… Tutti lo sanno e nessuno che intervenga.

Esistono editori seri che editano giornali seri dove scrivono tanti giornalisti in gamba, che con difficoltà immani si muovono in questo marasma da riordinare e bonificare. E mi sa che dopo questo pezzo, anch’io dovrò cambiare mestiere…

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