Terme dell’Aspio: agevolazioni per i cameranesi

Riprese le attività di cure termali e diagnostica dello stabilimento

Camerano – Da gennaio, dal lunedì al venerdì – sono riprese le attività di cure termali presso lo stabilimento delle Terme dell’Aspio, Via delle Terme 5, preziosa risorsa del settore presente sul territorio.

Buona notizia per i residenti a Camerano: la struttura sanitaria – autorizzata ed accreditata in fascia di eccellenza, ma non convenzionata con il Servizio sanitario nazionale – ha riconfermato per loro le stesse agevolazioni previste nel 2017.

Cateterismo entotimpanico

Le agevolazioni sui costi di partecipazione alle cure da parte dei residenti sono:

  • uno sconto ulteriore del 10% sulla tariffa per il ciclo completo di cura inalatoria termale (12 inalazioni – 12 aerosol);
  • esame timpano grafico gratuito per chi effettua un ciclo di cure per sordità rinogena.

Si possono effettuare in loco visite ambulatoriali (visita medica più egg, ecodoppler, visita dietologica, ecografia vari distretti, medicina naturale, ozonoterapia.

Alcune tipologie di cura:

Aerosol

Cure inalatorie con acque termali:

Riniti o Rinosinusiti Croniche; Mal di Gola; Bronchite; Laringite e Laringite Cronica; Faringite Cronica;

Asma allergico

Cateterismo Endotimpanico

Le Cure Idropiniche

Problemi intestinali come Turbe digestive, Colon Irritabile, Stipsi, problemi all’intestino e al fegato

Per info e  prenotazioni: dal lunedì al venerdì dalle ore 08.00 alle ore 18.00, tel. 071 95961.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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