Le camminate serali della salute

A Camerano il giovedì, a Osimo il martedì, a Castelfidardo il lunedì

Camerano, 13 giugno 2018 – Giovedì 14 giugno, alle ore 21, presso il palazzetto dello sport Daniele Principi in Via Bagacciano, nuovo appuntamento con l’iniziativa Salute in cammino, promosso da U.S. Acli Marche ed Amministrazione comunale per diffondere tra i cittadini la necessità di adottare corretti stili di vita.

Si tratta di una camminata della durata di un’ora che si svolge ogni giovedì (tranne quando piove) ed a cui è possibile iscriversi gratuitamente poiché l’iniziativa è tra l’altro realizzata grazie ad un contributo offerto dalla Susan G. Komen Italia onlus ed ha il patrocinio della delegazione di Ancona del Coni.

L’iniziativa di Camerano si collega alle altre due che si svolgono nel territorio provinciale a Osimo (si cammina ogni martedì con partenza da Piazza Boccolino alle 21) ed a Castelfidardo (si cammina ogni lunedì con partenza alle 21.15 da Piazza della Repubblica).

Per ulteriori informazioni sul progetto “Salute in cammino” si possono consultare l’omonima pagina facebook oppure il sito www.usaclimarche.com

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

IO STO COI PASTORI SARDI!

22 febbraio 2019 – Produrre un litro di latte ovino costa più di 0,60 euro. Le industrie casearie che comprano il latte dai pastori sardi – ma pure da quelli laziali, calabresi e siciliani – per trasformarlo in formaggio, lo pagano 0,60 euro al litro: meno di quanto costa produrlo. Ha senso? No. Così, non c’è da stupirsi se una mattina Gavino, Efisio e compagni decidono di prendere il loro latte ovino appena munto e di gettarlo per strada. Una protesta forte, disperata, perché venderlo a quella miseria di prezzo non gli conviene più.

Per un pastore, gettare a terra il latte prodotto dalle sue capre è come tagliarsi le vene e lasciarsi morire dissanguato. Un gesto estremo, un atto di guerra vero e proprio nei confronti dei cartelli industriali – sordi, avidi e menefreghisti – che pensano soltanto al proprio profitto e non guardano in faccia nessuno. Un cartello strafottente, per giunta, perché decide di non presentarsi neppure al tavolo della mediazione messo in piedi dal Governo per conciliare un nuovo prezzo con i pastori.

Un cartello oltretutto scorretto, perché quando resta privo del latte ovino sardo – necessario alla produzione del pecorino romano made in Italy – il latte se lo va a prendere in Romania. Fuori da un protocollo che per poter apporre la scritta “made in Italy” sull’etichetta del formaggio, prevede tassativamente il latte sardo.

Per tutto questo, e qualcosa d’altro, io sto con i pastori sardi. E sono disposto a pagare qualche euro al chilo in più il pecorino romano, se questo serve a non far morire la pastorizia. Alla peggio, se non me lo posso permettere, ne mangerò meno. E lo gusterò con maggior piacere.

Oggi, purtroppo, in Italia va così. Ma va così anche in Olanda, Inghilterra, Germania… Tanto da domandarsi se davvero vale la pena aver fatto quest’Europa Unita, e aver aperto le frontiere al mercato globale. Perché il problema del latte ovino dei pastori sardi, è lo stesso problema dei produttori di arance e clementine, di pomidoro, di olive, di uva e mele che, per raccogliere i loro prodotti, sono costretti ad utilizzare il caporalato e rendere letteralmente schiavi i raccoglitori: extracomunitari pagati 25 euro al giorno per dodici ore di lavoro.

Pensiamoci, noi consumatori, quando mettiamo in tavola il cesto della frutta o grattugiamo estasiati il pecorino romano su un piatto di amatriciana. Dietro questi prodotti ormai alla portata di tutti, c’è un cartello industriale o della grande distribuzione che per profitti enormi ce li mette a disposizione affamando e schiavizzando il primo anello della filiera alimentare: il produttore.

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