In questa rubrica pubblicheremo periodicamente la classifica dei libri di narrativa più venduti nella nostra zona, oltre a recensioni dei romanzi più letti. Grazie alla collaborazione di librerie specializzate presenteremo le ultime novità e ve le riassumeremo in diretta. Volete conoscere qualcosa di più di un romanzo che intendete acquistare o leggere? Scriveteci in redazione citando la rubrica, faremo di tutto per accontentarvi: redazione@corrieredelconero.it

Recensioni e classifica più venduti

Aggiornamento al 1 aprile

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È arrivata prepotente la primavera con le prime giornate calde. Segue un inverno vero, fatto di nevicate importanti e freddo. Non lo diciamo troppo forte, ma che siano tornate le stagioni di una volta? Con il bel tempo torna la voglia di stare all’aria aperta a godersi le giornate più lunghe a scapito, magari, di una buona lettura in poltrona. Può essere, ma le due cose possono andare di pari passo. Mai provato a godersi il romanzo del momento seduti all’ombra di una quercia nel bel mezzo di un campo fiorito?

Intanto, noi vi trasmettiamo la classifica aggiornata al 31 marzo dei libri più letti a Camerano, Sirolo, Numana, Osimo, Castelfidardo e Loreto. E vi auguriamo una buona lettura!

NARRATIVA: I PRIMI 10 

1Daniel PennacL’occhio del lupoSalani
2Simona SparacoSono cose da grandiEinaudi
3Donatella Di PietrantonioL’arminutaEinaudi
4Kent HarufLe nostre anime di notteNN
5Sara RattaroL’amore addossoGarzanti
6Teresa CiabattiLa più amataMondadori
7Cavallo FavilliStorie della buonanotte

per bambine ribelli

Mondadori
8Antonio ManziniLa giostra dei cricetiSellerio
9Paolo Cognettile otto montagneEinaudi
10Alessandro D’AveniaL’arte di essere fragiliMondadori

 

Rispetto a 15 giorni fa Cavallo e Favilli, che erano in testa, scendono al settimo posto. Spodestati con una performance notevole da Pennac con il suo “L’occhio del lupo”. D’altro canto, come fai a mettere in discussione Daniel Pennac? Salgono al secondo e terzo posto Simona Sparaco e Donatella Di Pietrantonio, mentre Teresa Ciabatti è stabile al sesto con “La più amata”.In ultimo, “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini, secondo nella precedente tornata, esce di classifica.

La classifica è redatta in base ai dati forniti dalle seguenti librerie:

in Mondadori Grotte Center – Camerano

tel. 071959525

mail: mondadoricamerano@libero.it

Il Mercante di Storie Osimo

tel. 071 723 2065

mail: ilmercantedistorie@live.it

Libreria Aleph Castelfidardo

tel. 071 7825248

mail: librerialeph@gmail.com

Le recensioni 

ACQUA VIVA di CLARICE LISPECTOR – ADELPHI

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La scrittrice brasiliana Clarice Lispector, nata in Ucraina, ritorna in libreria con un monologo interiore, un testo estremo come lei, un assolo ammaliante, dove la natura e i suoi simboli, il male e la morte, l’incomunicabilità tramanti, trasformano le ferite in punti di forza.

Attraverso uno sregolato e incandescente flusso di coscienza riusciamo ad entrare in contatto “… con l’invisibile nucleo della realtà”. La scrittura della Lispector si rinnova continuamente: “Il garofano possiede un’aggressività che proviene da una certa irritazione.

Sono aspre e arricciate le punte dei suoi petali. Il profumo del garofano è in qualche modo mortale. I garofani rossi gridano in violenta bellezza. Quelli bianchi ricordano la piccola bara di bambini defunti: allora l’odore diventa pungente e la gente volta la testa con orrore. Come trasporre il garofano sulla tela?”

Recensione a cura della libreria Aleph, Castelfidardo

FOTTUTA CAMPAGNA di ARIANNA PORCELLI SAFONOV

È uno di quei libri che mi trovo a desiderare non finiscano mai. Confesso di non essermene resa conto immediatamente, ma solo quando, arrivata quasi agli sgoccioli, mi sono scoperta a centellinarne le pagine. Ed ora che è terminato, mi chiedo, come farò domani sera senza i fottuti racconti di Arianna? E dopodomani? E per il resto della mia vita?. È chiaro che le soluzioni possibili sono due:

1 – Augurarmi che la Ari (ormai la considero una cara amica), resti a vivere per sempre in campagna e scriva non uno, ma almeno quattro sequel del suo romanzo. Qualcosa come “Maledetti trattori” o “Crepate piselli”;

2 – Trasferirmi anch’io in un fienile dell’Oltrepò pavese.

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Che poi, prima di leggere questo libro, non sapevo neanche esistesse un Oltrepò pavese. Ed ora, non solo so quasi più o meno tutto su questo pezzetto di Italia immerso nel verde e che a quanto pare confina con almeno tre regioni del nord, ma lo agogno, lo sogno e lo bramo più di una fetta di torta sacher dopo una settimana di astinenza dai dolci.

Ma partiamo dall’inizio. Arianna, romana residente a Madrid, si ammala della famigerata Depressione Urbana, ovvero la DU. I sintomi ci sono tutti: “ritrosia nei confronti di uffici pubblici e rispettivi funzionari, abominio per SUV, apericene e discoteche, senso di nausea e capogiro nei grandi centri commerciali, conseguente drastica riduzione dei propri impegni sociali fino allo svolgimento di un minimo sindacale che si avvicina molto all’eremitaggio, se hai la DU vai al massimo dal benzinaio, in tabaccheria e al supermercato alla maniera di Lebowski.”

E da qui la decisione di trasferirsi in campagna e l’inizio dei giorni del vaffanculo. Perché, al contrario di quello che si pensa, la campagna, non è per niente rilassante se decidi di viverci.

“Fottuta campagna” è il resoconto umoristico e autobiografico e a volte romanzato (o no?), nel quale l’autrice racconta e condivide le proprie vicissitudini e difficoltà campagnole: la scoperta della cruda verità sui prodotti bio; la difficoltà di tenere una casa davvero pulita; la solitudine; la tristezza di certe feste della Birra (a cui noi abitanti delle dolci colline marchigiane siamo più che abituati); ma anche vicini di casa innamorati, dalle cinquanta sfumature di rosso timidezza e capaci di prodezze col trattore; degustazioni di vino e cibo alla ricerca del Cantico dei sapori; produttrici di formaggio sexi, serial killer e molto altro. Il tutto in compagnia di tre amici pelosi: il cane Mila e due gatti Sophio, nato Sofia e Peto (c’è bisogno di aggiungere altro?)

Se pensate che la vita in campagna sia tutta rilassamento e cibo sano, Arianna saprà come farvi cambiare idea con ironia! Ma nonostante tutto, ormai vorrei vivere in Oltrepò.

E come intonava il gruppo inglese dei Blur negli anni Novanta: “He lives in a house/A very big house in the country/Watching afternoon repeats”.

a cura di Elena Pigliacampo per Il mercante di storie

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

© riproduzione riservata

 


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