Sirolo accoglie i terremotati marchigiani

Sirolo. Alcune strutture ricettive della riviera del Conero si sono offerte di accogliere gli “sfollati” del territorio. Oltre ad alcuni alberghi di Portonovo, i village – camping di Sirolo “Green Garden” e “Internazionale”, e il “Riviera” di Numana, hanno accolto l’appello della Protezione Civile e si sono prodigati per riaprire a tempo di record le loro strutture ricettive al fine di accogliere le famiglie dei marchigiani che sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni inagibili a causa del sisma.

Sirolo. I bungalow del camping Green Garden che ospitano gli sfollati marchigiani rimasti senza casa a causa del terremoto
Sirolo. I bungalow del camping Green Garden che ospitano gli sfollati marchigiani rimasti senza casa a causa del terremoto

Attualmente, il village camping “Green Garden” sta ospitando settantacinque persone provenienti da alcune cittadine della provincia di Macerata. In totale, le tre strutture accoglieranno circa seicento persone provenienti dalle zone terremotate.

Il presidente della Regione Marche, Ceriscioli, con nota del 2 novembre, ha formalmente ringraziato il sindaco Moreno Misiti: «Per il prezioso sostegno all’accoglienza che insieme ai concittadini stai dimostrando alla popolazione duramente colpita dal sisma che drammaticamente in poche ore si è trovata sfollata fuori casa e lontana dalla propria residenza».

Lo stesso Misiti si dice: «Orgoglioso per l’impegno altruistico dei titolari delle suddette strutture ricettive, che, di propria iniziativa e con grande generosità, sono venuti in soccorso dei marchigiani colpiti da una così grave sventura. A loro va il mio più sentito ringraziamento».

Il Comune di Sirolo sta operando in sinergia con il comune di Numana con l’obiettivo di creare la migliore accoglienza e, nei limiti imposti dalla precarietà del momento e dalle difficoltà oggettive, far sentire “a casa” gli sfollati.

Moreno Misiti, sindaco di Sirolo
Moreno Misiti, sindaco di Sirolo

Il sindaco, in rappresentanza della cittadinanza, ringrazia la Croce azzurra e la Pro loco di Sirolo per la raccolta di generi di prima necessità a favore delle vittime del terremoto, e per l’attività di assistenza che si sono impegnati ad attuare.

La Regione ha assicurato agli sfollati assistenza medica e sanitaria gratuita. L’Asur, inoltre, in un incontro tenutosi a Sirolo, ha assicurato un potenziamento della Guardia medica e la disponibilità operativa costante di due medici per ogni eventuale necessità.

Nella nota fatta pervenire al giornale, Misiti estende i ringraziamenti a tutti i Sirolesi: «Appresa la notizia – commenta il primo cittadino – i commercianti e i titolari degli esercizi pubblici hanno messo in moto l’organizzazione di una manifestazione musicale e di intrattenimento per dare il benvenuto ai terremotati ospitati nel nostro Comune, con la volontà di trasmettergli la vicinanza di tutta la comunità sirolese. La manifestazione si terrà, con il patrocinio del Comune, il prossimo giovedì 10 Novembre dalle ore 17 in poi».

Sirolo in questo modo, intende dimostrare che la cultura dell’ospitalità, che ha determinato negli anni il suo grande successo turistico, non è dettata da interessi economici ma alberga nel dna della gente del Conero. Da sempre i sirolesi fanno dell’accoglienza e della solidarietà umana e sociale la loro principale virtù, come avvenne peraltro con gli sfollati di Ancona a causa dei bombardamenti nella seconda guerra mondiale, e del sisma del 1972.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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