Il PD a Sirolo questa sera, giovedì 17, spiega le ragioni del SI al referendum

Danti, Comi, Carrescia, Lodolini e Pallini entreranno nel merito della proposta di riforma costituzionale

Sirolo. Entrare nel merito della riforma costituzionale e spiegare le ragioni del “SÌ” al Referendum del 4 dicembre. È da qui che muove l’incontro pubblico organizzato dal PD di Sirolo, in collaborazione con il PD Marche, in programma questa sera, giovedì 17 novembre, alle ore 21.00 a Sirolo, nei locali del Bar Jolly, in piazza Brodolini.

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Un’occasione di incontro e confronto con i cittadini per mettere sotto la lente di ingrandimento i dettagli del testo di legge costituzionale oggetto dell’appuntamento referendario e recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

Ospite speciale dell’iniziativa sarà l’europarlamentare PD, Nicola Danti. Interverranno, inoltre, il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi e i parlamentari PD marchigiani, Piergiorgio Carrescia ed Emanuele Lodolini. A coordinare i lavori il segretario del PD Sirolo, Michele Pallini.

Un’ampia prospettiva, dunque, quella con cui domani sera a Sirolo si approccerà il testo della riforma costituzionale, nel segno del dialogo e della vicinanza al territorio.

 

Redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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