Fornitura annuale anno 2017 buste raccolta differenziata “Porta a Porta”

Camerano. Dal 21 novembre al 7 dicembre 2016, un incaricato Rieco S.p.A. sarà presente presso due punti vendita convenzionati, una settimana per ogni punto vendita, per la consegna della fornitura per l’anno 2017 delle buste per la Raccolta Differenziata “Porta a Porta”.

I punti vendita per la consegna saranno:

  • dal 21 al 26 Novembre
    Supermercato COAL Via Donatori del Sangue, 8 Camerano
    dal Lunedì al Sabato con orario 9.00-13.00 / 15.00-19.00
  • dal 28 Novembre al 7 Dicembre (escluso Domenica 4 Dicembre)
    Supermercato SI CON TE Via Loretana, 124 Camerano
    dal Lunedì al Sabato con orario 9.00-13.00 / 15.00-19.00

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Si precisa che sarà necessario presentarsi con la propria Green Card, consegnata con la prima fornitura, o con un documento di riconoscimento, al fine della identificazione dell’utenza in tempi rapidi.

Per i cittadini sprovvisti di Green Card si ricorda che è possibile ritirarla in Via San Francesco, 24 (lunedì dalle 9.00 alle 12.00 – mercoledì dalle 8.30 alle 13.00 – giovedì dalle 15.30 alle 18.00 – Tel. 071.959186 attivo solo negli orari di apertura).

Presso l’Ecosportello potranno essere ritirate per delega o con un documento di riconoscimento anche le buste per la raccolta differenziata.

Per qualsiasi informazione è possibile avere chiarimenti al Numero Verde 800.277.999 o all’e-mail ecosportellomarche@riecospa.it .

 

Redazionale


2 commenti alla notizia “Fornitura annuale anno 2017 buste raccolta differenziata “Porta a Porta””:

  1. Renato Segoni says:

    salve sono di Senigallia e vorrei sapere perchè non fanno anche nella nostra città questa bella fornitura annuale per tutti gli utenti grazie

    • Sig. Renato, la sua domanda ci ha colti di sorpresa: pensavamo che Senigallia fosse organizzata come i restanti Comuni, invece no. Ci siamo informati. Non ci sono lì consegne annuali, quando uno finisce la dotazione di sacchetti (organico) si deve rivolgere all’ufficio di quartiere per averne di nuovi. Sempre in quell’ufficio si ritirano i bidoncini per tutti gli altri rifiuti: vetro, carta, plastica e metalli.
      Se lei ne fosse sprovvisto, chiami l’Ata di Jesi che gestisce il servizio: 0731 200969; in basa a dove lei abita le diranno dove rivolgersi per approvvigionarsi. Buona giornata!

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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