Buon Natale 2020 e un sereno 2021!

Gli auguri della redazione del Corriere del Conero ai lettori

Camerano, 23 dicembre 2020 – È stato un anno difficile per tutti questo anomalo e disgraziato 2020, con una inaspettata pandemia che ha stravolto le nostre abitudini quotidiane e le nostre certezze lavorative. L’abbiamo pagata cara, lasciando sul campo quasi 70mila morti a livello nazionale, quasi 1.500 solo nelle Marche; oltre ad una grossa fetta della nostra libertà individuale.

Fra pochi giorni, questo disgraziato 2020 ci lascerà per far posto ad un nuovo anno. L’auspicio è che si porti via quanto di negativo e devastante è stato capace di mettere in piedi nell’arco di 360 giorni. Il 2021, invece, porterà con sé quella vaccinazione di massa che a detta degli scienziati porrà fine alla pandemia, non solo da noi ma nel mondo intero.

Abbiamo davanti mesi difficili e il buon esito dei traguardi scientifici raggiunti, in buona sostanza, dipenderà anche dal nostro buon senso e da quello dei nostri politici chiamati a fare le scelte giuste in grado di tirarci fuori da questa fase difficile da sopportare. Non è affatto facile ma è un dovere, anzi un obbligo, provarci al meglio.

Corriere del Conero ha vissuto insieme ai propri lettori tutto questo, e continuerà a farlo anche nei mesi a venire. Ringraziamo chi ci ha seguito, apprezzato, letto ogni giorno e, in qualche caso, anche aiutato a trasmettere le notizie in modo corretto. C’è un filo verde e invisibile che ci ha unito in tutti questi mesi, lo abbiamo avvertito con forza ogni volta che ha vibrato grazie alle vostre emozioni, ai vostri espliciti sentimenti, alla vostra meravigliosa voglia di esistere e di resistere. Grazie per questo.

Corriere del Conero augura a tutti voi i più sentiti auguri di un felicissimo Natale. Il 2021 sarà un anno migliore rispetto a quello che sta per lasciarci, ne siamo convinti. Noi saremo ancora qui, insieme a voi, per raccontarlo.

La redazione e il direttore del Corriere del Conero


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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