Arriva il Fabriano Cerreto, mister Montenovo: “Pronti a sfidarli, venderemo cara la pelle”

Oggi a Camerano i gialloblu affrontano la capolista e favorita numero uno alla vittoria del campionato

Camerano. «Giocheremo con la nostra consueta mentalità che ci porterà ad attaccare. Perché questa mentalità ci ha regalato tante soddisfazioni in questi anni e non la cambiamo certo ora».

Queste le parole di carica pronunciate da Luca Montenovo, allenatore del Camerano, che si appresta ad affrontare lo squadrone del Fabriano Cerreto. Parliamo della capolista e favorita numero uno alla vittoria finale del campionato.

La squadra schierata del Camerano Calcio 2016-2017
La squadra schierata del Camerano Calcio 2016-2017

Servirà una impresa per riuscirci. Anche perché i gialloblu si presentano con qualche cerotto: capitan Principi è out, Donzelli non è al top così come Defendi. Eppure il Camerano quando conta ha sempre risposto presente e, specie dopo la sconfitta col Loreto, la voglia di provare l’impresa è grande.

A proposito di Loreto, Montenovo ribadisce: «Veniamo da una partita in cui abbiamo disputato un primo tempo davvero ottimo, forse il miglior primo tempo della stagione, ma con il difetto che non abbiamo concretizzato le occasioni che abbiamo creato. La mancanza di cinismo nei momenti chiave della gara è l’unico, seppur importante, aspetto che va fortemente migliorato di questa squadra, per far sì che prestazioni del genere portino i frutti che meritano».

Oggi – sabato 19 novembre, ore 14.30 – allo stadio “Montenovo” arriva il Fabriano Cerreto ma il trainer gialloblu lo aspetta a testa alta: «La nostra squadra comunque è in salute e ha grande voglia di dimostrarlo – sottolinea -. Certo, dovremo commettere zero errori per fare punti, ma la nostra mentalità e la nostra voglia di tornare a vincere ci spingeranno sicuramente a fare una bella partita, ne sono convinto. Abbiamo poco o nulla da perdere, se loro sono più forti che lo dimostrino. Ma di fronte troveranno un Camerano assai tosto e determinato».

Una vera e propria carica alla squadra. Tutto ciò mentre il mercato di riparazione si avvicina. A proposito: il Camerano si muoverà in qualche maniera?

«Non abbiamo mai modificato troppo la rosa a dicembre e non lo faremo nemmeno stavolta. Se ci sarà da ritoccare qualcosa lo valuteremo nelle prossime settimane. A dire il vero un acquisto ci sarà e anzi è già certo: sto parlando di Francesco Polenta, che è quasi pronto al rientro dopo quasi un anno di stop. Appena tornerà a dare il suo contributo, sarà lui il nostro grande acquisto per il girone di ritorno».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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