Serbatoio di Monte Colombo, XSirolo ribatte all’intervento del Sindaco

La capogruppo Fabia Buglioni: “Di sconcertante qui, ci sono solo i toni di Filippo Moschella”

Sirolo, 7 gennaio 2021 – “Il Sindaco, dopo tutti questi mesi di mandato, ancora pare non aver capito che deve rendere conto alla cittadinanza, che noi del gruppo XSirolo rappresentiamo. I dubbi che solleviamo sono più che legittimi e vogliamo capire le intenzioni del progetto che la maggioranza sta portando avanti. Il resto sono chiacchiere da bar a cui non diamo seguito perché non fanno altro che intorbidire le acque, alle quali non vogliamo contribuire. Di sconcertante qui, ci sono solo i toni del Sindaco”.

da sx: Fabia Buglioni, Paola Babini, Roberto Marinelli, gruppo consiliare di XSirolo

A dirlo, in una nota, sono i componenti del Gruppo consiliare XSirolo (Fabia Buglioni, Paola Babini, Roberto Marinelli), che ribattono alle dichiarazioni di ieri del sindaco Filippo Moschella in merito al progetto di un serbatoio idrico che Acquambiente Marche dovrebbe realizzare nell’area verde di Monte Colombo (Corriere del Conero, 6 gennaio).

«Siamo contenti di apprendere che il Sindaco difenderà a spada tratta ogni centimetro del nostro verde – continuano i tre Consiglieri di minoranza – Come abbiamo scritto e detto in consiglio comunale, siamo consapevoli che l’iter di approvazione debba iniziare, ma vogliamo che fin da questa fase vada evidenziata con forza la delicatezza della posizione dell’eventuale collocamento del serbatoio. Per noi ogni questione va affrontata nei luoghi e nei tempi giusti, evitando di delegare ad altri enti quello che ha il dovere di fare il Comune interessato, in questo caso Sirolo, perché il manufatto impattante cade in una sua area. Non è corretto lasciare agli altri enti l’onere di bloccare il progetto, il Sindaco svolga il suo ruolo, adesso e nelle sedi opportune. Le alternative vanno valutate in fase preliminare, non quando ormai è tutto deciso».

Sirolo – Il sindaco, Filippo Moschella

XSirolo, il 5 gennaio, ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti al Sindaco e ad Acquambiente per acquisire le valutazioni preliminari, i documenti amministrativi, i progetti e le relazioni tecniche. «Siamo certi che ci sarà collaborazione e ci saranno inviati in breve tempo i documenti richiesti – concludono i tre Consiglieri – Ci teniamo a specificare che ogni questione è sollevata dal gruppo di opposizione nella sua interezza, pertanto invitiamo il Sindaco a prescindere da attacchi strumentali e tendenziosi alla capogruppo ma di rispondere solo e soltanto nel merito degli argomenti».

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo