Prima uscita pubblica per la lista civica ImpegnaTi per Sirolo

Il capolista Filippo Moschella: “promuoveremo il turismo ecosostenibile di qualità”

Sirolo, 3 marzo 2019 – In una sala del ristorante Della Rosa, in pieno centro storico, prima uscita ufficiale per Filippo Moschella che ha presentato a duecento sirolesi la lista civica impegnaTi per Sirolo di cui è capolista.

Sirolo – Filippo Moschella, candidato sindaco con la lista civica ‘impegnaTi per Sirolo’

«Ne faranno parte – ha annunciato Moschella – sirolesi con le necessarie competenze e professionalità, per gestire al meglio e con trasparenza la complessa macchina comunale, senza faziosità o conflitti d’interessi».

Sirolo – Il pubblico presente alla prima uscita pubblica della lista civica ‘impegnaTi per Sirolo’

Il programma elettorale che verrà proposto – ancora da completare e integrato di volta in volta con le indicazioni dei cittadini durante le future riunioni pubbliche – parte dal simbolo della lista: dalla tutela del verde e del Monte Conero, che sposa il mare.

Non a caso il simbolo contiene volutamente anche le Due Sorelle, che mettono in risalto il patrimonio naturale di Sirolo, unico in tutto il mondo.

«Tutto ciò – ha riassunto Moschella – servirà a promuovere anche il turismo ecosostenibile di qualità, in continua ascesa fra le scelte dei turisti, che porterà maggiore benessere e servirà a rinnovare e migliorare Sirolo nel solco della tradizione».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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