ImpegnaTi per Sirolo incontra Malatini del Conero Golf Club

Sul tavolo, proposte ed idee per allargare la stagione turistica e la fruibilità della struttura

Sirolo, 15 marzo 2019 – È di ieri l’incontro tra Filippo Moschella, candidato sindaco della lista civica impegnaTi per Sirolo, e Roberto Malatini, direttore del Conero Golf Club, struttura che costituisce un’eccellenza nel settore sportivo.

Moschella ha rappresentato i punti salienti del suo programma, dove ha inserito il Conero Golf Club, sia nell’ambito della diversificazione dell’offerta sportiva per ragazzi e adulti di Sirolo e dei comuni limitrofi, sia nel settore dell’offerta turistica ecosostenibile di qualità.

Sirolo – Filippo Moschella, a sinistra, ha incontrato Roberto Malatini, direttore del Conero Golf Club

«Il golf è uno degli sport più praticati in Europa – ha sottolineato il candidato sindaco di impegnaTi per Sirolo – Gli iscritti alla Federazione Italiana Golf sono circa 100.000, mentre quelli iscritti solo a Monaco di Baviera, in Germania, sono circa 181.000».

Nel corso dell’utile confronto con Malatini, Moschella ha annunciato che ha già pronto il progetto per allargare la stagione turistica e individuare il giusto cliente per la bassa e l’alta stagione, nonché per coordinare le attività di tutti gli operatori turistici di ogni settore, in modo da offrire un servizio eccellente e completo al turismo ecosostenibile di qualità, sportivo, religioso, culturale, balneare.

«Ovviamente – ha concluso Moschella – l’offerta turistica estiva si dovrà realizzare tutelando il benessere, la tranquillità e, soprattutto, la sicurezza della cittadinanza, perché i sirolesi hanno il diritto di godersi l’estate serenamente, al pari dei turisti».

Malatini gli ha risposto che sarà disponibile a valutare collaborazioni per migliorare l’offerta turistica.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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